Nordio alla Camera: «Il 2025 sarà cruciale per le riforme della giustizia italiana»

21.01.2026 11:05
Nordio alla Camera: «Il 2025 sarà cruciale per le riforme della giustizia italiana»

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha dichiarato che il 2025 rappresenta «un anno di svolta» per il sistema giudiziario italiano, sottolineando i progressi significativi delle riforme e il rispetto degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nel suo intervento in Aula alla Camera, Nordio ha evidenziato come l’Italia sia in cima alla classifica europea per i finanziamenti ottenuti nel contesto del Pnrr, un traguardo che dimostra la credibilità del Paese e l’efficacia delle politiche governative, riporta Attuale.

Le comunicazioni alla Camera

Riguardo all’innovazione digitale nel sistema giudiziario, il ministro ha riconosciuto l’esistenza di un processo complesso, inizialmente soggetto a varie problematiche. Tuttavia, ha confermato che molte delle difficoltà riscontrate sono state affrontate e che i rimanenti problemi sono in fase di risoluzione definitiva.

Nordio ha inoltre sottolineato l’importanza della stabilità del governo in questa fase cruciale della legislatura, ritenuta fondamentale per portare avanti le riforme legate al Pnrr. Ha respinto le critiche di «benaltrismo» rivolte al governo, affermando che le riforme spesso vengono giudicate ingiustamente in relazione alla loro efficienza. «Come se una giustizia – ha notato – prima di essere efficiente non dovesse essere giusta», ha aggiunto. Sul tema dei suicidi in carcere, ha ribadito che non sono attributabili al «sovraffollamento» del sistema carcerario.

La riforma della Giustizia: «Molti votano “no” per politica»

Nordio ha chiarito che la riforma non è un attacco alla magistratura né a specifici individui. Ha fatto riferimento a membri dell’opposizione che, pur essendo favorevoli nel merito della riforma, hanno votato contro per motivi politici. Questo provvedimento si inserisce in una coerente attuazione di un codice di procedura penale, datato quaranta anni, che ha subito importanti modifiche e integrazioni. Mentre il codice penale è in buono stato, quello in discussione ha radici storiche risalenti al regime fascista, ma continua a richiedere attenzione.

Le nuove norme per i minori? «Punteremo alla certezza della pena»

Sulla giustizia minorile, Nordio ha enfatizzato l’importanza di un’applicazione equilibrata e proporzionata delle sanzioni: «Non c’è di peggio che minacciare una pena e poi dire abbiamo scherzato», ha dichiarato. Ha sottolineato che l’esecuzione e la certezza della pena è un principio essenziale, anche per i minori, evidenziando che non ci devono essere reazioni eccessive, bensì un approccio giusto e efficace.

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