Nuove regole per le farmacie italiane: emendamento bipartisan al Ddl Concorrenza

22.10.2025 20:15
Nuove regole per le farmacie italiane: emendamento bipartisan al Ddl Concorrenza

Roma, 22 ottobre 2025 – Un nuovo equilibrio tra interesse pubblico e iniziativa privata, trasparenza nei capitali e regole certe nella gestione: il cuore del nuovo emendamento al Ddl Concorrenza è tutto qui. Una proposta bipartisan, firmata dai senatori Bergesio, Zambito, Fregolent e Durnwalder, che potrebbe cambiare il volto delle farmacie italiane, rendendole più attrattive per gli investitori istituzionali e più solide nei territori. Nel mirino c’è l’attuale disciplina su proprietà e gestione delle farmacie, oggi regolata dalla legge 362 del 1991. La proposta di modifica – sostenuta da esponenti di maggioranza e opposizione – punta a chiudere le zone grigie che, in questi anni, hanno frenato investimenti e alimentato contenziosi, riporta Attuale.

Incompatibilità estese, governance rafforzata

Il cuore dell’emendamento è l’estensione del regime di incompatibilità anche alle partecipazioni indirette, incluse quelle detenute tramite veicoli societari controllati. In sostanza: chi gestisce una farmacia non potrà più aggirare le regole nascondendosi dietro una scatola societaria. In cambio, si apre all’ingresso di capitali istituzionali, investitori privati e Comuni, a patto che le strutture abbiano sede legale, amministrativa e fiscale in Italia. Una stretta che punta a evitare triangolazioni elusive e a trattenere sul territorio valore economico e fiscale. Obbligatori anche nuovi presidi di governance: barriere informative tra attività, divieto di cariche incrociate, protocolli di fornitura equi sotto il coordinamento di un decreto congiunto tra Ministero della Salute e AGCM. Il tutto monitorato da una relazione annuale al Parlamento.

Investimenti più certi, meno contenziosi

Per il mondo degli investitori, il messaggio è chiaro: più regole, ma anche più certezze. E quindi meno rischi legali e un terreno normativo più simile a quello delle utility locali, dove pubblico e privato convivono sotto regole trasparenti. Un quadro che potrebbe favorire operazioni di consolidamento nel settore e l’ingresso di capitali strutturati, con l’orizzonte di partenariati pubblico-privati in ambito sociosanitario.

I Comuni al centro

Tra gli attori interessati ci sono anche i Comuni, molti dei quali gestiscono direttamente o tramite partecipate farmacie comunali. Il nuovo impianto normativo mira a chiarire la cornice giuridica, evitando che la gestione pubblica venga contestata come concorrenza sleale o come violazione delle incompatibilità. Il caso simbolo è quello di Cinisello Balsamo, dove il sindaco, vicepresidente di ANCI Lombardia, ha rivendicato il ruolo delle farmacie comunali come presidio di welfare e reinvestimento sociale. «Un modello da valorizzare, non da ostacolare», ha detto.

Federfarma: “Serve chiarezza per tutti”

Cauta ma costruttiva la posizione di Federfarma, che attraverso il presidente Marco Cossolo ha ricordato come il tema fosse già stato affrontato nella riunione del Consiglio di presidenza del 23 aprile scorso. «Abbiamo sempre sostenuto la necessità di un quadro normativo chiaro – ha dichiarato – che consenta di tutelare tutti gli attori in campo e di evitare blocchi agli investimenti o contenziosi dannosi per il sistema».

Sei mesi per adeguarsi

L’emendamento prevede un periodo transitorio di sei mesi per consentire agli operatori di mettersi in regola. Tempistiche che saranno fondamentali per evitare strappi o incertezze applicative.

1 Comment

  1. Mah, sono un po’ scettico su queste nuove regole… È vero che ci vuole più chiarezza, ma poi chi garantisce che non ci siano sempre i soliti giochetti dietro le quinte? E i piccoli imprenditori? Chissà se davvero saranno avvantaggiati da tutto questo. La burocrazia in Italia è un vero labirinto…

Aggiungi un commento per Il Tizio Della Metro Annulla risposta

Your email address will not be published.

Da non perdere