Occupazione all’Università Sapienza di Roma: una mobilitazione per la Palestina
Un gruppo di studenti ha occupato la facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità Sapienza di Roma in segno di protesta contro gli eventi in Gaza, un’azione che segna un momento di crescente attivismo giovanile nel dibattito su questo tema. La facoltà è stata occupata per la notte e il giorno e rappresenta un ritorno all’impegno dei giovani, con un chiaro messaggio di supporto per la causa palestinese, riporta Attuale.
La protesta, che ha preso avvio con l’allestimento di tende due settimane fa per sostenere la Global Sumud Flotilla, ha visto un crescendo di attività culminato nel corteo pro Gaza di lunedì che ha attraversato le strade di Roma e la tangenziale. In questo contesto, gli studenti hanno deciso di non lasciare la Facoltà di Lettere, continuando a discutere e festeggiare nonostante le lauree di alcuni compagni avvenissero proprio in quelle ore. La serata è stata caratterizzata da assemblee, cibo condiviso e canti di protesta, creando un’atmosfera di forte solidarietà.
Bartolomeo, rappresentante del gruppo Cambiare Rotta, ha condiviso la sua esperienza, “Eravamo tutti molto stanchi ma contenti del risultato della mobilitazione. C’è un’attenzione vera sul tema della Palestina”. Sottolineando l’importanza di continuare a interrompere le collaborazioni con Israele, Bartolomeo ha anche menzionato il sostegno ricevuto non solo dagli studenti, ma anche dai lavoratori e dagli automobilisti durante il corteo, evidenziando una crescente consapevolezza del pubblico.
La mattina successiva all’occupazione, il risveglio per gli studenti è avvenuto presto, intorno alle sei, con l’arrivo del personale delle pulizie. I ragazzi hanno raccontato di aver cooperato per mantenere l’ordine, un segno di responsabilità che contrasta con le modalità di occupazione del passato. “Rispetto ai decenni scorsi, sicuramente è cambiata la modalità di occupazione”, ha indicato Bartolomeo. “Il movimento era più grande, ma ora è fondamentale osservare i cambiamenti che questa fase di mobilitazione porterà per la Palestina”.
Questa occupazione non è solo un gesto di protesta ma rappresenta anche un nuovo modo di fare attivismo, con studenti motivati a continuare a discutere le problematiche riguardanti la Palestina e a lavorare insieme per un cambiamento significativo.