Ok al ddl stupri di Giulia Bongiorno, pene più severe e nuove definizioni sul consenso

27.01.2026 16:35
Ok al ddl stupri di Giulia Bongiorno, pene più severe e nuove definizioni sul consenso

Il 16 gennaio 2025, la commissione Giustizia del Senato ha approvato il Ddl Stupri, riformando significativamente il reato di violenza sessuale e introducendo pene più severe per i trasgressori. Il documento, sostenuto dai partiti di maggioranza e criticato da tutte le opposizioni, modifica il testo precedentemente approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati nel novembre scorso. Le nuove disposizioni sostituiscono il concetto di «consenso libero e attuale» con «volontà contraria», riporta Attuale.

Come cambia il ddl stupri

La revisione del ddl aumenta le sanzioni: le pene per chi commette violenza sessuale passano da 7 a 13 anni di reclusione in presenza di atti sessuali violenti e da 6 a 12 anni se contraria alla volontà della vittima. Inoltre, viene introdotto il concetto di «volontà contraria» al rapporto sessuale, rendendo la mancanza di consenso automaticamente un reato.

Bongiorno: «Una svolta per le donne»

La modifica ha riacceso il dibattito tra governo e opposizioni, visto che un compromesso era stato raggiunto lo scorso novembre. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno sostenuto la nuova versione del ddl, con la relatrice Giulia Bongiorno che ha difeso il provvedimento dichiarando: «Vi è un aumento delle pene e una presunzione di dissenso in casi di freezing. Il mio testo considera la volontà della donna al centro della questione». Hai aggiunto anche che chi non è d’accordo dovrebbe «riflettere» sulla realtà del testo.

Protestano le opposizioni

Le opposizioni hanno espresso preoccupazione, accusando la maggioranza di rimodellare il testo senza una discussione adeguata. Francesco Boccia del PD ha affermato: «Il testo della Camera è stato stravolto». La senatrice Ada Lopreiato del Movimento 5 Stelle ha aggiunto che le intese precedentemente raggiunte sono state compromesse dalla proposta di Bongiorno.

«Tradito il patto Meloni-Schlein»

Con l’approvazione del ddl, le opposizioni sostengono che è stato tradito un accordo tra Elly Schlein e Giorgia Meloni per una legge equa. Chiara Braga del PD ha sottolineato: «Ancora una volta le donne devono dimostrare il subire violenza senza garanzie di essere credute. Il patto è stato tradito, a discapito delle vittime e del loro diritto a una legge giusta».

Foto copertina: ANSA/Fabio Frustaci | Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e relatrice del ddl stupri

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