Criticità nel Settore Sanitario Italiano: Rischi e Raccomandazioni Inadeguate
Il recente caso di Napoli ha riacceso l’attenzione sulle fragilità del sistema sanitario italiano, mettendo in luce problematiche legate a comunicazione, prevenzione del rischio e formazione, aggravate da fenomeni di burnout e carenza di personale. Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed, ha sottolineato la necessità di interventi immediati per evitare la ripetizione di eventi adversi, riporta Attuale.
Le domande si moltiplicano: come è possibile che anche nelle strutture sanitarie di alta qualità si verifichino tali tragici errori? Quici ha esposto che, considerando le milioni di prestazioni erogate, è inevitabile che occorrano eventi avversi, sebbene il rischio possa essere ridotto. Tuttavia, il caso di Napoli supera ogni limite accettabile. “Le linee guida sui trapianti e sull’emodialisi sono rigide e sarà compito della magistratura chiarire quanto accaduto”, ha aggiunto.
Le principali criticità evidenziate dal presidente riguardano innanzitutto la carenza di personale. I medici e gli infermieri sono costretti a turni eccessivi, senza il necessario recupero, esponendosi a stress significativo. Inoltre, non è raro che i medici devono coprire turni in pronto soccorso, aggravando ulteriormente la situazione.
In merito alla formazione, Quici spiega che solo l’1% del monte salari dovrebbe essere destinato a essa, ma le statistiche mostrano che solo il 25% di queste risorse viene effettivamente utilizzato per miglioramenti formativi. Questo mette in evidenza una mancanza di investimento nella formazione necessaria per garantire standard elevati di assistenza sanitaria.
Quanto ai problemi di comunicazione, Quici osserva che “spesso, dietro agli eventi avversi, ci sono enormi errori di comunicazione”. La precisione nella gestione delle informazioni è fondamentale e la mancanza di dialogo è una fonte di ulteriore errore.
Il ministero della Salute ha pubblicato 19 raccomandazioni tramite l’Onseps per prevenire incidenti, da cadute accidentali a scambi di sito anatomico. Tuttavia, Quici avverte che il ministero ha un ruolo solo indicativo e che queste raccomandazioni, non essendo vincolanti, rischiano di rimanere sulla carta. Le aziende dovrebbero essere obbligate ad attuarle per garantire la sicurezza dei pazienti.