Malattie visive in Italia: la situazione critica secondo il nuovo rapporto
Roma, 27 ottobre 2025 – Otto italiani su dieci segnalano problemi di vista, mentre il 30% non riesce a effettuare controlli oculari per motivi economici. La media di attesa per una visita oculistica è di 102 giorni, e di 92 giorni per esami specialistici. Nei primi sei mesi del 2025, l’Agenas ha registrato ben 1,4 milioni di prenotazioni. Questi dati emergono dal secondo rapporto OneSight EssilorLuxotica Foundation, redatto in collaborazione con il Censis, riporta Attuale.
Andrea Rendina, segretario generale della Fondazione Italia, rappresenta la complessa realtà del nostro paese: “Veniamo a contatto con un fenomeno sommerso e molto rilevante. Il rapporto funge da osservatorio sulla vista, identificando una frangia sociale vulnerabile, definita dal Censis come ‘fragili oculistici'”.
Rendina prosegue: “Ci sono 10,7 milioni di italiani con problemi economici e visivi. Di questi, 2,7 milioni sono definiti ‘poveri oculistici’, incapaci di sostenere le spese per la propria salute. Assistiamo a una privatizzazione crescente della oftalmologia, simile a quanto accade nell’odontoiatria”.
La questione è principalmente finanziaria.
Oltre l’83% dei fragili oculistici rinuncia a cure per la vista, mentre il 78% evita controlli. Il rapporto rivela anche che il 6% delle persone non ha la tessera sanitaria, e il 20% è composto da stranieri o rifugiati. Rendina sottolinea: “Questi dati devono essere comunicati al ministero della Salute, è fondamentale lanciare iniziative efficaci”.
Ma cosa serve per migliorare la situazione?
“Durante un recente incontro alla Camera, l’onorevole Marta Schifone ha presentato una proposta per un Piano di prevenzione visiva nazionale. Il Governo è chiamato a lavorarci, e noi parteciperemo al tavolo per sviluppare uno screening rivolto alle fasce più vulnerabili, accompagnato da campagne di educazione alla salute visiva”.
Rendina chiarisce la mancanza di consapevolezza rispetto ai controlli oculari: “La gente tende a consultare un oculista solo in caso di dolore. Questo approccio, però, può portare a costi elevati e a difficoltà nella risoluzione dei problemi”.
Il progetto dell’Osservatorio sulla vista è ben strutturato: “Abbiamo una newsletter trimestrale e attualmente ci stiamo concentrando su vari aspetti della salute visiva. Lavoriamo anche con enti locali e organizzazioni per implementare iniziative sul campo”.
Recentemente, sono stati avviati programmi che forniscono occhiali gratuitamente a persone bisognose. Rendina afferma: “Negli ultimi dodici anni, siamo riusciti a donare quasi 100 milioni di paia di occhiali e a garantire accesso a cure oculari a un miliardo di persone in 140 paesi”.
Conclusivamente, il fenomeno della miopia emerge come una preoccupazione crescente. “Oltre 15 milioni di italiani ne sono affetti e si prevede un incremento del 50% entro il 2030”. Rendina evidenzia che il rispetto e la dignità verso le persone assistite rimangono le priorità della Fondazione.
Incredibile, ma non mi sorprende! Ogni giorno le persone devono rinunciare alla loro salute per questioni economiche. La miopia cresce, eppure la nostra società non sembra fare nulla per risolvere questo problema. Dov’è la priorità del governo? Spero che il piano di prevenzione visiva venga preso sul serio. È inaccettabile che ci siano così tanti “poveri oculistici” in Italia.