Italiani longevi ma più malati: l’analisi di Valter Longo
Roma, 30 novembre 2025 – Gli italiani stanno vivendo più a lungo, ma, allo stesso tempo, si trovano ad affrontare una maggiore incidenza di malattie croniche rispetto a vent’anni fa. Valter Longo, professore di biogerontologia e direttore dell’Istituto di longevità alla University of Southern California, offre un’analisi critica: “Stiamo invecchiando più velocemente, ma ci tengono in vita con una medicina costosissima che sta mandando in fallimento il sistema, vale per l’Italia ma anche per gli Usa. I governi non hanno mai messo al centro i team di medicina preventiva”, riporta Attuale.
Negli ultimi due decenni, le statistiche mostrano un aumento significativo nel numero di persone anziane, accompagnato da un incremento dei costi sanitari. Longo sottolinea il paradosso di una popolazione che vive più a lungo ma che è anche più soggetta a malattie legate all’età, evidenziando l’importanza di un approccio integrato alla salute che comprenda nutrizione, attività fisica e salute mentale.
Secondo Longo, un approccio olistico è fondamentale. “Abbiamo sviluppato un modello nella nostra Fondazione, che prevede uno specialista di medicina integrata che collabora con esperti in nutrizione, sonno, esercizio fisico e salute mentale”, spiega. Tuttavia, avverte che questi servizi saranno sempre più disponibili nel settore privato e a pagamento, poiché le politiche governative non si stanno muovendo nella giusta direzione.
Longo, la cui ricerca sul ringiovanimento dura da decenni, ha recentemente pubblicato un libro intitolato “Il peso della longevità”. Sottolinea che molte delle informazioni confuse diffuse dai media possono portare le persone a perdere fiducia nei cambiamenti di stile di vita. Il professor Longo propone tre cicli di 5 giorni di dieta mima digiuno all’anno, supportati da decine di studi clinici, come un passaggio essenziale verso una vita più sana.
La dieta proposta da Longo, pur avendo molte affinità con la dieta mediterranea, include modifiche significative, come una riduzione dell’assunzione di proteine e limitazioni nel consumo di carboidrati complessi, come pane e pasta. “I segnali scientifici supportano l’idea di limitare le proteine, specialmente quelle di origine animale, poiché possono accelerare l’invecchiamento”, avverte Longo.
Allo stesso tempo, Longo evidenzia la necessità di stabilire standard chiari riguardo le informazioni nutrizionali disponibili, suggerendo che la confusione nasce dal fatto che chiunque si sente in grado di fare affermazioni senza una base scientifica solida. “Quando si parla di nutrizione, le persone tendono a farsi influenzare da chiacchiere generiche piuttosto che da professionisti del settore”, afferma.
La Fondazione di Longo è anche attivamente coinvolta nella promozione di iniziative educative per affrontare l’obesità tra i giovani, cominciando da uno studio in Campania sui ragazzi tra i 14 e i 18 anni. “Puntiamo a introdurre nuove strategie alimentari nelle scuole e nelle famiglie, in un tentativo di cambiare il modo in cui ci si approccia al cibo. Stiamo anche collaborando con il Napoli calcio per una campagna di sensibilizzazione contro il sovrappeso”, conclude Longo, ribadendo l’importanza di ritornare a pratiche alimentari più sane.