Proseguono le indagini sul caso di avvelenamento a Pietracatella
Speriamo a breve di stringere il cerchio. Ancora non c’è la svolta sul caso di Pietracatella (Campobasso), dove madre e figlia sono morte avvelenate dalla ricina subito dopo Natale. Gli investigatori si trovano a un punto delicato: nei giorni scorsi si sono susseguiti interrogatori negli uffici della Squadra Mobile. Sono stati sentiti parenti stretti della famiglia Di Vita e amici di Alice, la 18enne figlia e sorella delle vittime. Nei prossimi giorni saranno ascoltati di nuovo la stessa Alice, il padre Gianni e la cugina Laura, sempre come persone informate sui fatti. È atteso anche un nuovo sopralluogo nella casa sotto sequestro a Pietracatella. Dopo la relazione arrivata da Pavia, che ha confermato l’avvelenamento da ricina, e con il deposito degli atti ufficiali, non si esclude l’iscrizione dei primi nomi nel registro degli indagati, riporta Attuale.
La settimana appena iniziata sarà decisiva. Oggi alle 9.30, su disposizione della procuratrice Elvira Antonelli, la polizia giudiziaria aprirà a Campobasso lo smartphone di Alice. Gli investigatori analizzeranno gli ultimi cinque mesi di attività dell’iPhone: chat con i familiari, mail, social, siti visitati, spostamenti e anche le note in cui la ragazza avrebbe annotato gli alimenti consumati in casa prima della tragedia.
Domani l’attenzione si sposterà al Policlinico di Bari, dove la dottoressa Benedetta Pia De Luca ha convocato legali e consulenti per l’esame dei vetrini istologici prelevati durante le autopsie. Subito dopo dovrebbe consegnare l’esito degli accertamenti alla procura. Questo passaggio è cruciale: la relazione del centro antiveleni di Pavia conferma la presenza di ricina, ma non chiarisce ancora la causa esatta delle morti né la modalità di assunzione del veleno. Rimane un rebus complesso da risolvere e per questo gli investigatori cercano di ricostruire con il maggior dettaglio possibile il contesto della vicenda.