Pamela Noutcho Sawa conquista il titolo mondiale dei pesi leggeri
Una vittoria per la comunità, una vittoria di comunità. Venerdì notte, a 34 anni, Pamela Malvina Noutcho Sawa ha celebrato la sua straordinaria vittoria diventando campionessa del mondo dei pesi leggeri, alzando la cintura sul ring di un sport che con lei è diventato sempre più collettivo. Sia la pugile infermiera che la Bolognina Boxe saranno premiati con la Turrita d’argento, come annunciato dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che ha definito “straordinario” questo successo, riporta Attuale.
Noutcho Sawa, emozionata, ha dichiarato: “Devo ancora realizzare quello che è successo. Dopo l’ultimo gong ero con la testa tra le nuvole”. Nonostante ciò, ha trovato subito le parole giuste per dedicare la sua vittoria: “Questa cintura la dedico a tutte le persone che non riescono a vivere con dignità, in particolare a chi sta subendo gli effetti della guerra e della crisi economica, dalla Palestina al Sudan, all’Ucraina e a tutti i conflitti che in questo momento stanno infiammando il pianeta”.
Quando le è stato chiesto se questa possa definirsi una vittoria sociale, Noutcho Sawa ha risposto affermativamente: “Dimostra che se un cittadino viene accompagnato dalle istituzioni, dalla società che lo circonda, riesce a realizzarsi e raggiungere grandi obiettivi”. Riflettendo sul suo percorso, ha rivelato: “Questo è anche il percorso di quella bambina diventata donna. Arrivata nel 2000 con un aereo dal Camerun con gli occhi pieni di sogni e una visione del mondo che nel tempo è mutata”.
La boxe, per Noutcho, ha rappresentato un cambiamento significativo: “Mi ha aperto un altro mondo, quello dell’impegno. Prima lavoricchiavo e studiavo; sul ring ho scoperto il vero significato del sacrificio”. Ha anche sottolineato il ruolo dello sport come antidoto al razzismo: “Questa vittoria è un’altra stoccata al razzismo, per coloro che credono che l’immigrazione sia solo illegalità e disordine”.
Noutcho ha ribadito il supporto della comunità: “C’è una comunità intera. Ce ne siamo resi conto quando abbiamo avuto problemi con la palestra. La comunità ci ha sostenuto, se sono qui è grazie a tutta Bologna e non solo”. Ha combattuto contro l’ignoranza, affermando: “Ho dimostrato loro con i fatti chi sono realmente”.
Dietro a questa vittoria c’è anche una promessa. “Con Franco Palmieri ho fatto un patto, doveva cercare di controllare la sua malattia finché non avessimo vinto il mondiale, ma siamo solo alla prima cintura! Le sigle mondiali sono 5”.
Infine, riguardo al supporto dei colleghi in corsia, ha affermato: “Tutti felicissimi, mi hanno sempre sostenuto e aiutato coi turni. Ho già fatto pesare che sono campionessa del mondo e che certe cose non potrò più farle, ma mi hanno già bacchettata. Sono felice di tornare in corsia. In fondo, non è cambiato nulla”.