Papa Leone XIV revoca l’esclusività allo Ior negli investimenti: nuova era per le finanze vaticane

06.10.2025 14:05
Papa Leone XIV revoca l'esclusività allo Ior negli investimenti: nuova era per le finanze vaticane

Città del Vaticano, Papa Leone XIV Modifica la Gestione degli Investimenti Vaticani

Città del Vaticano, 6 ottobre 2025 – Corresponsabilità e non esclusività. Anche nella gestione degli investimenti vaticani. Papa Leone XIV, per il suo primo motu proprio, sceglie di affrontare un tema delicato come le finanze d’Oltretevere e per farlo non esita a togliere allo Ior (Istituto per le opere religiose) l’esclusività negli investimenti, anche a costo di abrogare una disposizione del suo predecessore, Francesco, lo stesso che all’inizio del suo pontificato nel 2013 aveva vagheggiato perfino la possibilità di chiudere i battenti della cosiddetta banca vaticana, riporta Attuale.

Con la nuova lettera apostolica in forma di motu proprio – una legge di diritto canonico a tutti gli effetti -, dal titolo Coniuncta cura, il Pontefice abroga il rescritto di Bergoglio, datato 2022, sull’amministrazione e gestione delle attività finanziarie e della liquidità della Santa Sede e delle istituzioni collegate. Il provvedimento aveva affidato all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) un pieno ruolo centrale di controllo sulle attività di investimento, prevedendo un obbligo per tutti i dicasteri e gli enti di trasferire i propri fondi all’interno dei conti gestiti dall’istituzione. Erano gli anni in cui il Vaticano era alle prese con lo scandalo del Palazzo londinese di Sloane Avenue, che nel 2021 ha portato all’apertura di un processo di primo grado con imputato principale l’ex sostituto agli affari generali, cardinale Angelo Becciu, poi condannato.

Adesso Leone XIV conferma la competenza dell’Apsa, a cui resta il mandato della gestione e del controllo del patrimonio immobiliare e mobiliare della Santa Sede,

ma ridimensiona lo Ior, che si occupa dei fondi e degli investimenti. “Nel determinare le attività di investimento finanziario della Santa Sede – si legge nel motu proprio – l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica generalmente fa effettivo uso della struttura organizzativa interna dello Ior, a meno che gli organi competenti, come stabilito dagli statuti del Comitato per gli Investimenti, non ritengano più efficiente o conveniente il ricorso a intermediari finanziari stabiliti in altri Stati”. In pratica, la scelta degli affari d’Oltretevere da perfezionare resta in capo alla banca vaticana. Ma non sempre e non solo.

A sostegno della stretta Prevost, si richiama a uno dei principi chiave della costituzione apostolica Predicate Evangelium, con cui, sempre nel 2022, Bergoglio ridisegnò la Curia romana: la corresponsabilità nella comunione. Tale atteggiamento va applicato, spiega Leone XIV, anche nella gestione economica finanziaria in modo da sviluppare una “dinamica di mutua collaborazione” fra le istituzioni coinvolte. Corresponsabilità e non più esclusività.

D’ora in avanti, alla luce di Coniuncta cura, la politica di investimento d’Oltretevere dovrà ispirarsi poi sempre più a criteri etici. Gli affari vaticani dovranno essere pienamente conformi alle disposizioni del Comitato per gli investimenti. Ne consegue che, non solo sarà necessario attenersi ai dettami della prudenza e della sostenibilità, ma anche sottoporre ciascun investimento a una valutazione etica e morale in linea con la missione ecclesiale e sociale della Chiesa nel mondo.

1 Comments

  1. Non ci posso credere, il Papa ha veramente deciso di modificare le cose in questo modo! Chissà come reagirà lo Ior, che ha sempre avuto un potere così grande. Mi sembra un segno che vogliono cambiare l’aria in Vaticano, dopo gli scandali del passato. E che dire dei criteri etici? Speriamo che stavolta si faccia sul serio…

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