Ponte sullo Stretto, il governo insiste dopo il no della Corte dei Conti

31.10.2025 08:25
Ponte sullo Stretto, il governo insiste dopo il no della Corte dei Conti

Il Governo Italiano Rilancia il Ponte sullo Stretto Dopo il No della Corte dei Conti

Roma, 31 ottobre 2025 – La bocciatura della Corte dei conti della delibera Cipess che stanzia 13,5 miliardi per il Ponte sullo Stretto non fermerà la realizzazione dell’opera. Il giorno dopo il verdetto dei magistrati contabili, che ha scatenato un acceso scontro fra governo e giudici, la premier consolida la maggioranza. Prima un vertice a Palazzo Chigi con i leader del centrodestra, poi, in serata, un intervento a Tg1, dove ha attaccato la Corte dei Conti: “Sono rimasta francamente un po’ incuriosita di fronte ad alcuni rilievi, come quello nel quale ci si chiedeva per quale ragione avessimo condiviso una parte della documentazione via link, perché verrebbe da rispondere che c’è internet. Dopodiché il governo aspetta i rilievi, risponderà, ma sia chiaro che l’obiettivo è fare il Ponte sullo Stretto di Messina, che è un’opera strategica e sarà un’opera ingegneristica unica al mondo. Non mi rassegno all’idea che non si possa più fare perché siamo soffocati dalla burocrazia e dai cavilli”, riporta Attuale.

Ma lo scontro istituzionale resta incandescente. I magistrati della Corte dei Conti rispondono colpo su colpo, anche se in punta di diritto, alle critiche arrivate dall’esecutivo. Una guerra che ha registrato prima la polemica con il governo sul Pnrr e poi sulla riforma approvata già da un ramo del Parlamento. “Il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei Conti”, affermano i magistrati in una nota ufficiale in cui si richiede rispetto. “Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti non sono certamente sottratte alla critica, ma questa deve avvenire in un contesto di rispetto per l’operato dei magistrati”.

È proprio la Costituzione, all’articolo 100, che stabilisce il ruolo della Corte e sancisce che “la legge assicura l’indipendenza dell’istituto e dei suoi componenti di fronte al governo”. La Corte dei conti, nella nota ufficiale di risposta alle critiche, “si è espressa su profili giuridici della delibera Cipess senza alcun tipo di valutazione sull’opportunità e sul merito dell’opera”.

E, nel mirino dei giudici, è finito anche il decreto delle Infrastrutture per la convenzione con la società Stretto di Messina, concessionaria dell’opera. Tuttavia, dal fronte del governo, sia da Forza Italia che dal governatore leghista, Luca Zaia, è arrivato l’invito ad abbassare i toni della polemica.

Ieri, lo stesso vicepremier, Matteo Salvini, ha cercato di gettare acqua sul fuoco: “I cantieri partiranno a febbraio invece che a novembre, ma in sette anni avremo un’opera unica al mondo”. Un timing confermato anche dall’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci: “Il governo ha confermato l’intenzione di procedere nella realizzazione di questa opera straordinaria e quindi andiamo avanti rispettando l’attività della Corte. Aspettiamo di conoscere le motivazioni nella convinzione di avere tutte le risposte, di aver rispettato tutte le norme italiane ed europee. Se c’è qualcosa da fare ancora la faremo, per mettere in grado il nostro Consiglio dei ministri di chiedere nuovamente la registrazione e di ottenerla in maniera piena, lineare e semplice”.

2 Comments

  1. Ma che incredibile situazione! È assurdo vedere un governo che vuole forzare un progetto così costoso nonostante i no della Corte dei Conti. Mi chiedo: abbiamo davvero bisogno di un ponte, quando ci sono così tanti problemi in Italia? La burocrazia sarà anche un ostacolo, ma mi sembra che qui si stia solo cercando di dare soldi a qualche imprenditore vicino al potere…

  2. Ma che storia incredibile! Sembra che nostra politica non riesca mai a trovare un accordo. Ma siamo sicuri che un ponte tra Messina e Reggio Calabria risolverà i problemi del paese? La burocrazia è quella che rallenta tutto e nessuno sembra volerne tenere conto. Forse è meglio investire quei soldi in infrastrutture già esistenti… mah.

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