Portaerei, caccia e bombardieri strategici: gli Stati Uniti preparati per un possibile attacco all’Iran

19.06.2025 09:35
Portaerei, caccia e bombardieri strategici: gli Stati Uniti preparati per un possibile attacco all'Iran

Rafforzamento Militare degli Stati Uniti in Medio Oriente

La presenza militare americana in Medio Oriente sta crescendo rapidamente, al fine di fornire a Donald Trump, come dichiarato dal Pentagono, qualsiasi opzione di risposta nei confronti dell’Iran e ciò avviene indipendentemente dalle decisioni del presidente, il quale si trova a fronteggiare una situazione complessa e in continua evoluzione, riporta Attuale.

Un sito israeliano, Ynet, ha riportato una notizia ancora in fase di verifica: i bombardieri B-2 sarebbero tornati a Diego Garcia, essendo gli unici a poter effettuare attacchi con le potenti bombe GBU-57 sui laboratori protetti di Fordow. La presenza di almeno quattro bombardieri B-52 era già nota, mezzi altrettanto strategici, ma privi di questa capacità offensiva avanzata.

Inoltre, è proseguito lo spostamento di aerei per il rifornimento, con oltre trenta velivoli attualmente dislocati nei paesi del Medio Oriente, dopo soste in Europa, inclusa Aviano. Questi velivoli sono destinati a supportare missioni a lungo raggio dell’Air Force, ma secondo alcune fonti, potrebbero essere impegnati anche a sostenere le operazioni aeree israeliane incaricate di monitorare i cieli iraniani, una condizione cruciale per colpire potenziali obiettivi con maggiore sicurezza.

Attualmente, sono in arrivo due portaerei nella regione: la Nimitz, accompagnata da una scorta, sta giungendo dall’Asia, mentre la Ford, a sorpresa, ha ricevuto l’ordine di muoversi verso la zona. Queste due unità si uniranno alle già presenti operazioni della portaerei Carl Vinson e di un numero significativo di altre unità, inclusa la presenza nel Mediterraneo.

Un incremento dei voli di ricognizione e pattugliamento è in atto, con un numero maggiore di caccia, tra cui F-35 e F-22, mentre si moltiplicano le manovre di mobilitazione anche da parte di paesi alleati, sebbene non si preveda un intervento diretto da parte loro.

Aerei provenienti dalla Francia e dal Regno Unito sono stati avvistati, con Cipro e le strutture nel Golfo Persico che stanno offrendo supporto logistico. La massima allerta è stata dichiarata in tutte le basi statunitensi: le immagini satellitari mostrano che le navi che erano ormeggiate in Bahrein hanno levato l’ancora e sembra anche che la pista di Al Udeir, in Qatar, sia stata ‘sgomberata’.

In totale, gli Stati Uniti dispongono di quasi 43.000 soldati, inclusi quelli adibiti alle batterie antimissile Thaad, situate in Israele per intercettare missili lanciati dai Pasdaran. La loro presenza include anche stazioni radar indispensabili per monitorare i vettori aerei.

Washington sta adeguando i propri piani di intervento, ma al contempo manifesta preoccupazione per la difesa contro possibili attacchi da parte di milizie sciite sostenute dalla Repubblica Islamica.

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