Premio Václav Havel 2026 assegnato a Nasrin Sotoudeh, attivista iraniana per i diritti umani

28.09.2026 16:25
Premio Václav Havel 2026 assegnato a Nasrin Sotoudeh, attivista iraniana per i diritti umani

Premio Václav Havel per i diritti umani a Nasrin Sotoudeh, simbolo di resistenza in Iran

Oggi, Nasrin Sotoudeh, avvocata dei diritti umani 63enne, ha ricevuto il Premio Václav Havel per i diritti umani, assegnato dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Questo prestigioso riconoscimento celebra una vita dedicata a combattere l’uso distorto della legge da parte del regime iraniano, in particolare contro la pena capitale e l’obbligo del velo, che costituiscono due pilastri del potere di Teheran. La notizia è stata riportata Attuale.

Sotoudeh ha difeso, nel corso della sua carriera, dissidenti, giornalisti, minoranze e attivisti. Nonostante le restrizioni imposte dal governo, continua a comunicare. Il suo messaggio si presenta sempre con un tono di amichevole fermezza, utilizzando la parola persiana «joon», per sottolineare la connessione umana in un contesto di repressione. Questa perseveranza ha reso la sua voce inconfondibile, anche in circostanze avverse.

Recentemente, Sotoudeh è stata rilasciata su cauzione, dopo un arresto avvenuto il primo aprile e l’accusa di «propaganda contro lo Stato». La giuria del premio ha definito Sotoudeh un simbolo di coraggio e resilienza, qualità che ha dimostrato durante il suo attivismo e le sue battaglie legali.

Attualmente risiede a Teheran, vicino a Evin, il carcere dove è detenuto suo marito, Reza Khandan, anch’egli attivista. Khandan è in prigione per sostenere la lotta contro l’obbligo del velo e per aver diffuso messaggi di resistenza contro questa imposizione. Nasrin visita il marito settimanalmente, spesso subendo rifiuti da parte delle autorità per il suo aspetto fisico non conformista, rifiutandosi di indossare il velo.

Durante la cerimonia di premiazione, la figlia di Sotoudeh, Mehraveh, ha rappresentato sua madre, portando con sé il peso di una famiglia perseguitata. Inoltre, la storia di Sotoudeh è intrinsecamente legata ai movimenti di protesta in Iran, come l’Onda Verde e le recenti manifestazioni per i diritti delle donne, rendendola una figura di riferimento per la generazione Z, che continua a lottare contro la repressione.

Sotoudeh ha affrontato diversi anni di detenzione, una condanna a 33 anni di carcere e 148 frustate, ma la sua tenacia non si è mai affievolita. La sua lotta per i diritti umani rappresenta una luce di speranza e un esempio di resistenza che continua a ispirare attivisti e cittadini in tutto il mondo. La sua eredità di lotta per la libertà rimane viva e vitale, incarnando la battaglia contro l’oppressione in Iran e oltre.

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