Profanazione della tomba di Pamela Genini: indagini in corso per chiarire il mistero
Un macabro episodio ha scosso la comunità di Strozza, dove è stata rinvenuta la decapitazione della 29enne Pamela Genini. L’autopsia sul corpo della giovane, uccisa il 15 ottobre a Milano dal compagno Gianluca Soncin, si è svolta ieri pomeriggio presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, e i risultati sono attesi con grande interesse, riporta Attuale.
L’esame ha avuto come obiettivo principale la ricerca di tracce biologiche e l’analisi del corpo profanato. La terribile scoperta della profanazione è stata effettuata il 23 marzo, quando gli operai hanno aperto il loculo al cimitero di Strozza, trovando il corpo di Pamela mutilato e privo della testa. A quanto pare, il feretro avrebbe dovuto essere trasferito nel loculo della cappella di famiglia, ma durante le operazioni sono state notate anomalie, come viti allentate e silicone sui bordi della bara.
Per questo motivo, è stata aperta un’inchiesta per vilipendio di cadavere e furto della testa, secondo quanto previsto dall’articolo 411 del codice penale. I carabinieri della Compagnia di Zogno, coadiuvati dal Nucleo investigativo di Bergamo, stanno indagando sotto la supervisione del pubblico ministero Giancarlo Mancusi. Le telecamere del cimitero sono state esaminate, e si ipotizza che l’azione sia stata compiuta da più persone. Dopo la profanazione, è stato scoperto un velo sul viso di Pamela, ripiegato e lasciato all’interno della tomba.
La Procura ha incaricato i periti di verificare la modalità di separazione della testa dal corpo, identificare eventuali strumenti utilizzati e stabilire la tempistica della separazione. I periti hanno a disposizione 90 giorni per presentare le loro conclusioni, che saranno fondamentali per individuare i responsabili di un gesto così aberrante.
In un’intervista televisiva del programma “Dentro la notizia”, la madre di Pamela, Una Smirnova, ha descritto la profanazione come uno “scempio disumano”. Ha anche detto che l’ex fidanzato e amico di Pamela, l’imprenditore Francesco Dolci, era “ossessionato” da sua figlia e ha rivelato di aver trovato un graffio sulla sua auto in un’occasione. Dolci, dal canto suo, ha affermato che Pamela sarebbe stata coinvolta in un “traffico di soldi” e che non si era accorta di essere sfruttata da criminali. Ha inoltre comunicato agli inquirenti dettagli che potrebbero mettere a rischio la sua vita.