Proteste di massa in Spagna contro la crisi abitativa e il rifiuto del parlamento ai decreti governativi
Sabato, decine di migliaia di persone hanno manifestato in Spagna contro la crisi abitativa e la bocciatura da parte del parlamento di due decreti con cui il governo del primo ministro socialista Pedro Sánchez voleva rafforzare le protezioni per chi vive in affitto e limitare la speculazione immobiliare. Le autorità hanno riportato circa 70mila partecipanti a Madrid, mentre gli organizzatori stimano la partecipazione totale a 500mila persone in circa 50 città, riporta Attuale.
Le manifestazioni sono state perlopiù pacifiche, tranne per alcuni scontri a Valencia, nel sud-est della Spagna. Qui, i manifestanti hanno tentato di entrare al Palau de les Arts Reina Sofía, dove si stava svolgendo un incontro fra operatori del settore immobiliare, venendo però respinti dalla polizia.
Il malcontento è esploso dopo lo sfratto a Madrid di Maricarmen Abascal, una donna di 87 anni con una disabilità riconosciuta. Abascal è stata portata via in barella da un’abitazione in affitto, dove viveva dagli anni Cinquanta, dopo aver perso una battaglia legale contro la società Renta Corporación, la quale intendeva convertirla in appartamenti per turisti. Le opzioni offerte le erano insostenibili, compreso un affitto quadruplicato.
Da allora, Abascal è diventata un simbolo della lotta contro l’aumento degli affitti nelle grandi città spagnole, dove molti inquilini faticano a far fronte ai costi, che spesso superano i loro redditi. I manifestanti si sono accampati in Puerta del Sol, la piazza principale di Madrid, e le manifestazioni continuano a essere incessanti.
Il governo di sinistra di Sánchez aveva approvato due decreti per tentare di placare le proteste e rispondere alle richieste dei manifestanti. Tuttavia, i decreti sono stati bocciati venerdì dal parlamento spagnolo, grazie al voto contrario del partito indipendentista catalano Junts, che ha votato con il Partito Popolare, di centrodestra, Vox, di estrema destra, e il partito regionalista della Navarra UPN.
Dopo la bocciatura, diversi quotidiani spagnoli riportano che Sánchez sta considerando l’idea di convocare elezioni anticipate, previste per il 2027. Questo movimento potrebbe consentire a Sánchez di concentrarsi su temi di campagna su cui ha una posizione forte, come l’economia e la crisi abitativa, in un contesto di governo che si trova in difficoltà su vari fronti.