Proteste e caos alla Corte costituzionale polacca dopo la sospensione del presidente Święczkowski

01.11.2026 10:55
Proteste e caos alla Corte costituzionale polacca dopo la sospensione del presidente Święczkowski

Proteste e Confusione alla Corte Costituzionale Polacca Dopo la Sospensione del Presidente

Nella notte tra venerdì e sabato, le tensioni alla Corte costituzionale della Polonia sono esplose in proteste e confusione, dopo che la maggioranza filo-europea ha sospeso il presidente Bogdan Święczkowski e il suo vice Bartłomiej Sochański. Święczkowski ha tentato di entrare negli uffici della Corte, appoggiato da centinaia di sostenitori del partito di destra ed euroscettico Diritto e Giustizia (PiS), ma l’ingresso gli è stato negato dalla polizia, riporta Attuale.

Questa situazione raggiunge un culmine in un conflitto di lunga data tra PiS e la coalizione filo-europea guidata dall’attuale primo ministro Donald Tusk, che ha tentato di influenzare le operazioni della Corte. Il disaccordo su chi sia legittimo tra i giudici continua ad alimentare la tensione, mentre la nuova presidente ad interim, Anna Korwin-Piotrowska, rivendica il controllo degli uffici della Corte, una posizione contestata da Święczkowski e dai suoi sostenitori.

Il presidente della Repubblica, Karol Nawrocki, sostenitore di PiS, afferma che Święczkowski sia il presidente legittimo, contrariamente all’affermazione del governo di Tusk che lo ha considerato ormai fuori posizione. Korwin-Piotrowska è stata nominata giudice nel marzo scorso dalla maggioranza, ma la sua autorità è contestata, dato che la loro nomina non è stata validata dal giuramento davanti a Nawrocki, come richiesto dalla Costituzione.

La Corte costituzionale, composta da 15 giudici eletti dal parlamento, ha il compito di garantire che le leggi approvate rispettino la Costituzione. Tuttavia, diversi giudici nominati dalla maggioranza non hanno prestato giuramento a Nawrocki, complicando ulteriormente la situazione. Questa battaglia legale e politica si inserisce in un contesto più ampio di conflitto tra PiS e la coalizione di governo, dove entrambi rivendicano legittimità e autorità.

Negli anni passati, PiS ha esercitato un’influenza considerevole sulla Corte, attraverso nomination controverse e cambiamenti normativi, che hanno portato a decisioni che hanno consolidato il potere del partito. La sua governance illiberale dal 2015 al 2023 ha visto la rimozione di giudici e l’installazione di sostituti più affini alle sue ideologie. Questo ha portato a sentenze significative, come quella che vietava l’aborto in caso di gravi malformazioni del feto, e il riconoscimento che le leggi polacche dovevano prevalere su quelle europee.

La recente vittoria della Coalizione Civica, guidata da Tusk, ha riacceso la speranza di riforme, ma l’opposizione da parte di Nawrocki e dell’organo giuridico complica notevolmente il processo. Il governo ha tentato di contestare la legittimità della Corte, rifiutando di riconoscere le sue decisioni e ritardando la pubblicazione di alcune di esse.

Le proteste in corso riflettono la polarizzazione della società polacca, con manifestazioni a favore e contro Tusk e la sua coalizione. Le affermazioni di Tusk a favore della sospensione di Święczkowski, lontano dall’unire, hanno ulteriormente diviso le opinioni, portando a critiche persino da esperti di diritto che definiscono la decisione priva di basi legali. Organizzazioni per i diritti umani, come la Helsinki Foundation for Human Rights, hanno espresso preoccupazione riguardo alle implicazioni legali di tale posizione.

La situazione rimane complessa, con Nawrocki e Tusk che cercano un compromesso, ma senza una chiara via d’uscita in vista, mentre la legittimità della Corte e le sue decisioni continuano a essere oggetto di dispute feroci.

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