Proteste in Bolivia contro il governo di Rodrigo Paz dopo sei mesi di crisi economica

21.05.2026 15:35
Proteste in Bolivia contro il governo di Rodrigo Paz dopo sei mesi di crisi economica

Proteste in Bolivia: Il governo di Rodrigo Paz sotto assalto mentre il malcontento cresce

In Bolivia, le proteste contro il governo di Rodrigo Paz, il primo presidente di centrodestra in vent’anni, si intensificano, con blocchi stradali che hanno causato almeno un morto e diversi feriti, mentre il malcontento per le politiche economiche del governo continua a montare, riporta Attuale.

Da settimane, manifestanti provenienti da diverse categorie sociali, tra cui contadini, insegnanti e minatori, bloccano numerose strade, non solo nelle zone agricole, ma anche nella capitale La Paz. Gli scontri tra le forze dell’ordine e i dimostranti hanno portato già a vittime, mentre centinaia di persone sono state arrestate. Il governo riporta difficoltà nei rifornimenti di cibo e carburante alla capitale, e i prezzi sono raddoppiati o triplicati.

Per far fronte alla crisi, l’esecutivo ha interpellato Cile e Argentina per l’invio aereo di approvvigionamenti. La scintilla che ha innescato le proteste è stata una proposta di riforma agraria, ritirata dopo forti contestazioni tra le comunità indigene e sostenuta dai grandi agricoltori. I contadini hanno denunciato che la riforma avrebbe minacciato i loro diritti di proprietà, favorendo le pratiche predatoriali da parte dei grandi proprietari terrieri.

Le origini del malcontento politico risalgono alla fine del governo di Evo Morales, che ha lasciato un’eredità turbolenta. Da allora, la Bolivia ha vissuto una grave crisi economica, che ha profondamente ridotto il potere d’acquisto dei cittadini. Le richieste di dimissioni di Paz si sono amplificate nel corso delle ultime settimane, attirando l’attenzione di nuovi gruppi, come i trasportatori, preoccupati per l’eliminazione dei sussidi e la qualità del carburante.

A novembre 2025, Rodrigo Paz è stato eletto, promettendo un cambiamento politico ma spostando le politiche verso destra, a scapito delle comunità più vulnerabili. Dopo settimane di mobilitazione popolare, il governo ha promesso di apportare modifiche per garantire maggiore inclusione nelle proprie politiche. Tuttavia, le proteste continuano a rappresentare una seria sfida per la stabilità del governo.

Nel frattempo, Evo Morales, ex presidente del paese, è rimasto rinchiuso per evitare l’arresto e affronta gravi accuse, tra cui relazioni illecite. Il governo di Paz ha tentato di delegittimare le manifestazioni, accusando narcotrafficanti e oppositori politici di orchestrare il dissenso, teoria sostenuta anche da alcuni funzionari statunitensi.

In contrapposizione, il presidente colombiano Gustavo Petro ha offerto di mediare tra le parti, mentre Paz ha reagito espellendo l’ambasciatrice colombiana. La situazione in Bolivia resta complessa e tesa, con l’esito delle manifestazioni che potrebbe determinare il futuro politico del paese in un clima di crescente polarizzazione.

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