Proteste in Iran: decine di vittime in una nuova ondata di manifestazioni
Una nuova serie di manifestazioni in Iran ha portato a un’escalation di violenza, con il bilancio delle vittime che sale a una decina, tra cui un ragazzo di 15 anni, riportano Attuale.
Le proteste sono iniziate domenica dal Gran Bazar di Teheran e hanno rapidamente coinvolto diverse città come Shiraz, Mashhad e Qom, diffondendosi anche nei villaggi più isolati. Il malcontento popolare è alimentato da un’inflazione record del 42%, che ha messo a durissima prova le finanze delle famiglie iraniane e ha fatto emergere una crescente distanza tra il popolo e gli ayatollah al potere. Le manifestazioni, inizialmente guidate dai commercianti, ora coinvolgono una vasta gamma di settori dalla popolazione, inclusi sindacati e minoranze etniche.
Il presidente “riformista” Masoud Pezeshkian ha riconosciuto la legittimità delle rivendicazioni popolari, ma la reazione delle forze di sicurezza è stata segnata dalla violenza, con segnalazioni di cecchini e lacrimogeni contro i manifestanti. Le funerali delle vittime si sono trasformati in ulteriori occasioni di protesta, come evidenziato dal caso di Khodadad Shirvani, un padre di famiglia ucciso a Marvdasht.
Nel contesto internazionale, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso supporto agli iraniani e avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a intervenire, se necessario. Ali Larijani, consigliere della Guida suprema, ha risposto sottolineando che qualsiasi ingerenza avrebbe conseguenze negative per gli interessi americani, avvertendo Trump di fare attenzione alle conseguenze per le forze americane nella regione.
Fabricato il contesto di instabilità, i falchi israeliani, tra cui il ministro dell’ultradestra Itamar Ben Gvir, hanno espresso solidarietà alle manifestazioni, sottolineando il desiderio del popolo iraniano di liberarsi dalla oppressione. Tuttavia, gli esperti avvertono che le autorità iraniane sono consapevoli delle implicazioni di un possibile coinvolgimento estero e potrebbero rispondere con maggiore violenza se le manifestazioni continuano a crescere.
Sebbene sia prematuro valutare la portata di queste proteste e i loro effetti a lungo termine, la determinazione della gioventù iraniana potrebbe rappresentare un punto di svolta. Gli iraniani, stanchi del regime islamista e della miseria economica, chiedono una vita migliore e più libertà.
è davvero triste vedere che un’altra generazione in Iran stia lottando per le proprie libertà. I giovani sono stanchi di vivere sotto un regime oppressivo. Qui in Italia, si ha chiaro quanto sia importante difendere i diritti umani. Non possiamo restare a guardare!!!