Proteste violente per l’autonomia del Ladakh a Leh, quattro manifestanti uccisi dalla polizia

25.09.2025 13:25
Proteste violente per l'autonomia del Ladakh a Leh, quattro manifestanti uccisi dalla polizia

Proteste per l’autonomia in Ladakh: quattro manifestanti uccisi dalla polizia

Mercoledì a Leh, la principale città della regione indiana del Ladakh, si sono svolte proteste di massa per chiedere maggiore autonomia. Centinaia di manifestanti hanno assaltato la sede del Bharatiya Janata Party, il partito di governo del primo ministro Narendra Modi. La polizia ha risposto disperdendo i manifestanti con gas lacrimogeni e sparando proiettili veri, causando la morte di quattro manifestanti e ferendo almeno ottanta persone, riporta Attuale.

Queste manifestazioni fanno parte di un movimento più ampio che chiede autonomia dal governo centrale di New Delhi. Fino al 2019, il Ladakh era parte dello stato indiano di Jammu e Kashmir, un’area contesa tra India e Pakistan, dove le tensioni con la Cina sono aumentate negli ultimi anni. Nel 2019, il governo indiano ha riorganizzato amministrativamente Jammu e Kashmir, abolendo lo “status speciale” e dividendo la regione in due: Jammu e Kashmir, e Ladakh.

Dal punto di vista amministrativo, l’India è una federazione con vari stati dotati di autonomia. Tuttavia, il Ladakh è un “Territorio dell’Unione”, senza un proprio governo o parlamento, amministrato da un governatore nominato dal governo centrale.

A partire dal 2019, è cresciuto un movimento per l’autonomia del Ladakh, con i manifestanti che sostengono che il governo non stia facendo abbastanza per migliorare l’economia, e proteggere l’ambiente e la cultura locali. Il Ladakh, parte dell’Himalaya, affronta gravi effetti del riscaldamento globale, come la fusione dei ghiacciai e la carenza idrica.

Tra le richieste degli autonomisti c’è il riconoscimento formale del Ladakh come stato federale indiano, che garantirebbe un proprio parlamento e un governo eletto. Chiedono anche una speciale protezione costituzionale per dare maggiore potere alle comunità tribali nella gestione delle risorse naturali.

Le recenti manifestazioni sono state le più significative degli ultimi anni e sono scattate dopo che attivisti del movimento per l’autonomia, il Leh Apex Body, erano stati ricoverati a causa delle conseguenze di uno sciopero della fame, iniziato due settimane prima, a favore dell’autonomia. Lo sciopero era guidato dall’attivista Sonam Wangchuk, noto per le sue battaglie ecologiste.

Wangchuk ha usato frequentemente scioperi della fame come metodo di pressione sul governo indiano per negoziare. L’anno scorso ha marciato per oltre 900 chilometri fino a New Delhi, chiedendo al governo centrale di avviare discussioni su una maggiore autonomia per il Ladakh. Attualmente, sono in corso colloqui tra il governo indiano e gli autonomisti, con il prossimo incontro previsto per il 6 ottobre, sebbene finora non abbiano dato risultati concreti.

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