Rischi di conflitto interno e restrizioni in vista della parata di Mosca
Con l’avvicinarsi delle celebrazioni del 9 maggio a Mosca, segnalazioni di servizi europei mettono in evidenza un Vladimir Putin sempre più concentrato sulla guerra e preoccupato per possibili colpi di Stato. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato: «Agiremo in base a cosa faranno i russi», riporta Attuale.
Il ministero della Difesa russo ha comunicato che, durante il periodo di festività dal 5 al 9 maggio, potrebbero esserci restrizioni temporanee ai servizi di connessione mobile e alla messaggistica a Mosca e nelle zone circostanti. Questa incertezza potrebbe causare difficoltà nei pagamenti elettronici e nell’uso dei servizi GPS, creando un clima di tensione tra la popolazione. Alla stessa ora, molti cittadini hanno ricevuto l’avviso.
La situazione desta preoccupazione, poiché il prossimo 9 maggio è in programma una parata sulla Piazza Rossa che, per la prima volta in vent’anni, si svolgerà senza mezzi militari e senza il tradizionale passaggio dei cadetti. Al momento, l’unico leader straniero confermato è Robert Fico, il premier slovacco, che ha limitato la sua presenza a una semplice deposizione di fiori, evitando di assistere all’evento dalla tribuna.
In un contesto di crescente vulnerabilità, la guerra dei droni ha inferto un colpo significativo alla sicurezza russa, con attacchi che ora possono colpire anche obiettivi vicino al centro di Mosca. La scorsa domenica, due grattacieli a Mosfil’mosvskoj sono stati colpiti, dimostrando la portata della minaccia. In risposta a questa situazione, il Cremlino ha annunciato una tregua unilaterale di due giorni, ma Zelensky ha precisato che l’Ucraina manterrà un «regime di silenzio», attendendo di vedere le intenzioni russe.
Questo scenario di apparente debolezza contrastano con l’importanza simbolica della parata del 9 maggio, che ha assunto un significato di grande prestigio per Putin nel corso degli anni. Per molti, la celebrazione, un tempo simbolo della vittoria sul nazismo, si è trasformata in una manifestazione di potenza militare russa. Tuttavia, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha garantito che il discorso di Putin sarà «molto importante» e atteso a livello mondiale, nonostante simili affermazioni vengano ripetute ogni anno.
Oltre alle preoccupazioni di sicurezza, vanno segnalate voci di un possibile complotto per destituire Putin, orchestrato dall’ex ministro della Difesa Sergey Shoigu. Queste affermazioni provengono da fonti legate ai servizi segreti europei, che hanno già diffuso notizie in passato riguardo alla salute del presidente russo. Mentre il livello di sicurezza attorno a Putin viene rafforzato, chi lo circonda è costretto a seguire rigide norme, come l’uso esclusivo di mezzi pubblici e telefoni privi di accesso a internet.
Questa situazione di isolamento sembra riflettere una crescente paura all’interno del regime di poter perdere il controllo, con gli apparati militari e politici russi sempre più frustrati dalla direzione della guerra, specialmente a seguito dell’arresto dell’ex viceministro della Difesa, Ruslan Tsalikov, avvenuto nel marzo scorso. I critici temono che la vera preoccupazione non sia soltanto l’eventualità di un attacco avversario, ma il fatto che Putin continui a mantenere un isolamento sempre più marcato. Nonostante le speranze di una rinnovata apertura, la realtà è che il presidente russo potrebbe non aver mai lasciato il suo bunker in tutti questi anni.