Putin sostiene la linea Trump sul nucleare iraniano e ricalibra le alleanze

12.07.2025 22:05
Putin sostiene la linea Trump sul nucleare iraniano e ricalibra le alleanze

La Russia non ha alcuna intenzione di sacrificarsi per l’Iran. Indipendentemente dall’importanza dell’alleato, le priorità attuali sono ben diverse. Recentemente, alcuni organi di informazione liberali, ai quali è concessa una rara libertà di espressione, hanno rivelato dettagli su una riunione d’emergenza convocata al Cremlino dopo il primo bombardamento israeliano a Teheran, avvenuto la notte del 13 giugno. All’incontro hanno partecipato i dirigenti della Difesa, del governo e del Consiglio di sicurezza, insieme al leader russo.

Un rapporto da salvaguardare

In questo incontro, dove di solito prevalgono opinioni divergenti in attesa del parere di Vladimir Putin, c’era consenso: prima di tutto, doveva essere preservato il nascente rapporto con Donald Trump, seguito da quello con Israele, nonostante le recenti tensioni, mantenendo comunque un equilibrio difficile negli ultimi anni. Solo dopo veniva considerata la protezione di un amico di lunga data come Teheran, un alleato non del tutto trascurabile ma la cui vicinanza era vista come una debolezza nei nuovi assetti geopolitici.», riporta Attuale.

Niente conferme ufficiali

Il breve conflitto mediorientale, al quale, seppur indirettamente, hanno partecipato anche gli Stati Uniti, non sembra aver modificato le determinazioni della riunione. L’Iran, pur non essendo una causa persa per Mosca, ha dimostrato la propria vulnerabilità, esponendo anche il Cremlino. La notizia diffusa dal sito americano Axios, riguardante il supporto di Putin a un accordo nucleare per fermare l’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran, sulla base delle richieste statunitensi e israeliane, non ha ancora ricevuto conferme ufficiali. Tuttavia, sembra avere un senso. La posizione di Mosca sarebbe stata comunicata sia a Washington, attraverso colloqui diretti con Trump, sia a rappresentanti iraniani, che, secondo Novaya Gazieta, hanno respinto quello che considerano un diktat.

Scongiurare nuove ostilità

L’arricchimento dell’uranio rappresenta da anni un ostacolo fondamentale a qualsiasi accordo. Teheran rivendica il diritto di svolgere questa attività, mentre Washington e Israele esigono la completa eliminazione di tale possibilità. Questa impasse, se non risolta, potrebbe preludere a una nuova fase di ostilità, scenario che Mosca intende evitare, sebbene lo consideri possibile, vista l’indisponibilità iraniana al dialogo. Il Cremlino non ha intenzione di ritrovarsi, come accaduto il mese scorso, in una posizione di debolezza. È preferibile agire d’anticipo, con una proposta di Putin che, in fondo, riflette i suoi differenti approcci sull’allegato storico alleato nel nucleare “pulito” o “civile”.

Luce riflessa

Allinearsi con l’asse israelo-americano da parte di Putin potrebbe riconfigurare l’attuale scenario diplomatico, allontanando ulteriormente la Russia da un alleato problematico e, nello stesso tempo, offrendo a Mosca una luce riflessa in caso di successo nei negoziati sul nucleare iraniano. Gli analisti russi avevano già avvisato riguardo ai benefici indiretti derivabili da questa nuova crisi. La principale risorsa di Mosca si è rivelata essere la sua posizione come “amico distante” dell’Iran, formalmente sancita dall’adesione alla risoluzione dell’Onu del giugno 2010 che imponeva sanzioni a Teheran, seguita dalla decisione di non fornire mai sistemi di difesa aerea all’alleato.

Contro le sanzioni

Il Cremlino è convinto che la «neutralità mediatrice» della Russia nel conflitto mediorientale spieghi in gran parte la riluttanza di Trump a intensificare le sanzioni contro Mosca negli ultimi mesi. «Faremo il nostro interesse» sono state le parole pronunciate da fonti ufficiali la mattina successiva all’attacco delle forze israeliane. L’intesa tumultuosa con gli ayatollah non ha mai consentito a Mosca di raggiungere l’influenza ambita in Medio Oriente. Tuttavia, quella con Trump potrebbe rivelarsi fruttuosa per Mosca. In Ucraina.

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