Quando il debito arriva agli stipendi: le regioni russe spostano i fondi pubblici verso gli interessi

22.10.2026 11:47
Quando il debito arriva agli stipendi: le regioni russe spostano i fondi pubblici verso gli interessi
Quando il debito arriva agli stipendi: le regioni russe spostano i fondi pubblici verso gli interessi

In Russia le riserve destinate agli aumenti salariali dei dipendenti pubblici vengono utilizzate per pagare interessi e debiti. Nelle regioni di Tomsk e Arcangelo, nell’autunno del 2026, oltre 1,4 miliardi di rubli sono stati sottratti ai fondi previsti per gli stipendi; in altre amministrazioni il costo del debito è aumentato insieme alle spese legate alla guerra.

Il governo federale continua a indicare il basso rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo come un punto di forza dell’economia russa. Ma nei bilanci regionali il problema non è soltanto quanto si deve, bensì quanto denaro deve essere accantonato ogni anno per servire quei debiti. E questa cifra cresce abbastanza da comprimere le risorse per scuole, ospedali e altri servizi pubblici.

A Tomsk gli interessi vengono pagati con la riserva per gli stipendi

Il 21 ottobre 2026 diversi media russi hanno riferito che il governo della regione di Tomsk ha deciso di prelevare 787,3 milioni di rubli dalla riserva destinata agli aumenti salariali dei dipendenti pubblici. La somma sarà impiegata per pagare gli interessi sui prestiti, non per restituire il capitale del debito. La decisione è contenuta nella delibera regionale numero 225-p, come riportato da The Insider.

Al 1° ottobre 2026 il debito pubblico della regione ammontava a 59,5 miliardi di rubli. Di questi, 26,7 miliardi erano costituiti da prestiti di bilancio, 21,8 miliardi da titoli e 11 miliardi da crediti bancari. È proprio quest’ultima componente ad avere registrato la crescita più rapida: dall’inizio dell’anno il debito verso le banche commerciali è passato da 5 a 11 miliardi di rubli.

La scelta di Tomsk non dimostra che gli aumenti salariali siano stati cancellati definitivamente: indica però che le risorse accantonate per finanziarli sono state ridotte e che, nel frattempo, gli obblighi verso i creditori hanno avuto la precedenza. Per gli insegnanti, gli operatori sanitari e gli altri dipendenti pubblici, il rinvio può tradursi in un’attesa senza una data certa.

La dinamica è significativa perché il pagamento degli interessi non riduce necessariamente il capitale dovuto. Una parte del bilancio viene quindi impegnata per mantenere in regola i prestiti già contratti, mentre la regione conserva il peso principale dell’indebitamento e dispone di meno margine per aumentare le retribuzioni o finanziare nuove misure sociali.

Ad Arcangelo la riserva è stata ridotta due volte

Una situazione analoga si è verificata nella regione di Arcangelo. Tra settembre e ottobre 2026 la riserva per gli aumenti degli stipendi pubblici è stata ridotta complessivamente di 618,6 milioni di rubli. Di questa somma, 366,6 milioni sono stati destinati al servizio del debito e 252 milioni al fondo di riserva del governo regionale.

Il primo intervento autunnale ha sottratto 258,1 milioni di rubli: 186,1 milioni per il servizio del debito e 72 milioni per il fondo di riserva. Con una seconda decisione, adottata il 1° ottobre con la delibera numero 746-pp, sono stati trasferiti altri 360,5 milioni: 180,5 milioni per il debito e 180 milioni per il fondo regionale.

La riduzione autunnale si aggiunge a un intervento già avvenuto in primavera, quando quasi 2 miliardi di rubli della stessa riserva erano stati destinati al rimborso di debiti verso banche commerciali. La sequenza mostra come il fondo pensato per adeguare le retribuzioni sia diventato una fonte flessibile per coprire esigenze finanziarie più urgenti.

Per il personale pubblico, l’effetto immediato è lo spostamento degli aumenti previsti. Per l’amministrazione, invece, il trasferimento consente di rispettare le scadenze con i creditori e di rafforzare la liquidità disponibile. È un compromesso di bilancio che attenua la pressione nel breve periodo, ma lascia meno risorse per il costo del lavoro e per le politiche sociali.

Belgorod: il servizio del debito quasi otto volte più costoso

Il deterioramento è ancora più evidente nella regione di Belgorod. Le spese per il servizio del debito sono salite da 540 milioni di rubli nel 2024 a 4,24 miliardi nel 2026, quasi otto volte tanto. Nello stesso periodo è cresciuto rapidamente anche il debito verso le banche commerciali.

All’inizio del 2024 la regione non aveva, stando ai dati forniti, debiti di questo tipo. All’inizio del 2025 l’esposizione era arrivata a 4 miliardi di rubli, a marzo dello stesso anno a 9 miliardi e al 1° ottobre 2026 a 17,9 miliardi. Dall’inizio del 2025 l’aumento è stato quindi di 13,9 miliardi di rubli.

Il governatore della regione, O. Shuvaev, ha indicato inoltre una pressione aggiuntiva sul bilancio derivante dal trasferimento di 5 miliardi di rubli alle esigenze della guerra. Il dato non consente da solo di ricostruire ogni voce della spesa regionale, ma chiarisce il meccanismo finanziario: quando una quota crescente delle entrate viene destinata a priorità straordinarie, le amministrazioni possono ricorrere a prestiti per sostenere altre uscite. Gli interessi e i rimborsi di quei prestiti pesano poi sui bilanci successivi.

Il debito federale resta basso, il suo costo aumenta

Il presidente Vladimir Putin ha più volte sottolineato che il rapporto tra debito pubblico russo e prodotto interno lordo è inferiore a quello di paesi come gli Stati Uniti o l’Italia. Secondo la stima del ministero delle Finanze russo, alla fine del 2026 il debito federale dovrebbe raggiungere 46,2 trilioni di rubli, pari al 19,9% del prodotto interno lordo. È una quota molto più bassa rispetto alla media mondiale indicata dalle autorità russe.

Il rapporto debito-PIL, tuttavia, non descrive da solo la pressione esercitata sul bilancio. Nel 2026 sono stati stanziati 3,9 trilioni di rubli per il servizio del debito federale: l’8,8% di tutta la spesa pubblica. Nel 2021 la quota era del 4,4%. Il piano finanziario triennale prevede che salga al 9,4% nel 2027 e al 10,6% nel 2029.

La differenza tra l’ammontare complessivo del debito e il suo costo annuale è centrale per capire cosa accade nelle regioni. Anche un debito relativamente contenuto rispetto all’economia può diventare oneroso quando i tassi sono elevati, quando i prestiti aumentano rapidamente o quando una parte consistente delle obbligazioni è collocata presso creditori commerciali. A Tomsk questa pressione si vede nel raddoppio dei crediti bancari; a Belgorod, nella crescita parallela del debito e degli interessi.

Nel 2025, secondo la società di rating russa Expert RA, il debito complessivo delle regioni ha raggiunto 3,5 trilioni di rubli, con un aumento del 10,6%. È il livello più alto degli ultimi 15 anni. Nello stesso anno le spese regionali per il servizio del debito sono aumentate del 39%.

La pressione potrebbe aumentare se le spese belliche passeranno dai 12,9 trilioni di rubli previsti per l’anno corrente ai 17,1 trilioni indicati per il 2027. Una quota sempre maggiore di risorse federali verrebbe così vincolata alla difesa e agli ordini militari, riducendo lo spazio per trasferimenti, aumenti salariali e sostegno ai bilanci locali.

Le decisioni di Tomsk e Arcangelo trasformano una grande questione macroeconomica in una conseguenza concreta: i fondi pensati per aumentare gli stipendi vengono spostati verso interessi, rimborsi e riserve di emergenza. La domanda per i prossimi bilanci è se il governo federale riuscirà a compensare questa stretta regionale o se il costo del debito continuerà a essere pagato rinviando gli aumenti e comprimendo la spesa sociale.

1 Comment

  1. Ma dai, che situazione allucinante! I soldi destinati agli stipendi usati per pagare debiti? Sembra quasi un film dell’orrore! Mentre qui in Italia ci lamentiamo dei tagli, là le cose sono davvero drammatiche. Come faranno gli insegnanti e i medici a vivere? È qualcosa di assurdo… davvero triste.

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