Raid natalizi in Nigeria: le discrepanze tra Washington e Abuja sul target e i risultati

27.12.2025 22:15
Raid natalizi in Nigeria: le discrepanze tra Washington e Abuja sul target e i risultati

Attacco degli Stati Uniti in Nigeria contro i presunti terroristi responsabili di persecuzioni

La sera di Natale, gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco a Sokoto, nello stato nordoccidentale della Nigeria, sganciando oltre 16 missili Tomahawk, sostenendo di agire “in difesa dei cristiani perseguitati”, come dichiarato da Donald Trump. Tuttavia, Sokoto è una regione popolata quasi esclusivamente da musulmani. “Qui siamo una minoranza, ma non abbiamo problemi di persecuzione”, ha affermato il vescovo Matthew Hassan Kukah, da Sokoto, riporta Attuale.

La scelta di Sokoto per l’operazione ha sorpreso esperti e autorità locali, in quanto l’area è storicamente più colpita da bande di predoni e rapitori rispetto ai terroristi. Diverse regioni del nordovest e in particolare del nordest sono state recentemente protagoniste di violenze jihadiste, incluso il rapimento di 200 bambini a novembre da una scuola cattolica nello stato del Niger e attentati in moschee come quello della vigilia di Natale a Maiduguri.

Il raid ha inoltre suscitato interrogativi sul coinvolgimento delle forze armate nigeriane nella pianificazione dell’operazione, considerato necessario per evitarne la percezione come un’invasione. Sebbene le autorità nigeriane abbiano respinto le affermazioni di Trump riguardo a un “genocidio” di cristiani, hanno accettato di collaborare con Washington per un’azione anti-terrorismo, temendo un intervento unilaterale da parte statunitense.

Ad Abuja, cresce lo scetticismo: “L’attacco a Sokoto, privo di una presenza consolidata dell’Isis, fa sorgere dubbi sul controllo militare nigeriano sull’operazione,” ha affermato il politico dell’opposizione Umar Ardo.

Le narrazioni divergenti tra Abuja e Washington alimentano ulteriori perplessità. Il governo nigeriano ha descritto l’impiego di 16 ordigni a guida GPS lanciati da droni MQ-9 Reaper, mentre gli Stati Uniti sostengono di aver impiegato missili Tomahawk. A due giorni dall’operazione, i risultati rimangono incerti: Washington e Abuja non hanno emesso un resoconto congiunto e i loro bilanci delle vittime sono contrastanti. Trump ha dichiarato di aver ucciso la “feccia terrorista dell’Isis” e ha sostenuto che i campi jihadisti siano stati “decimati”, ma senza presentare dettagli o prove. Nel frattempo, le autorità nigeriane definiscono le informazioni disponibili “lacunose”.

Il presidente nigeriano Bola Tinubu rimane in disparte, e molti suoi concittadini lo criticano per aver lasciato che Trump annunciasse l’attacco. Il suo consigliere, Daniel Bwala, ha spiegato che gruppi come l’Isis, Boko Haram, e Lakurawa, attivo nel Sokoto, sono stati designati come terroristici, consentendo di colpire i loro membri. Tuttavia, non è chiaro chi sia stato realmente colpito; venerdì Bwala ha precisato che i raid si erano concentrati su militanti dell’Isis arrivati dal Sahel per collaborare con i jihadisti locali e con gruppi di “banditi”.

1 Comments

  1. Ma stiamo scherzando? Un attacco così in una regione dove i veri problemi sono rapimenti e bande di ladri? 🤨 E la difesa dei cristiani? Qui ci sono musulmani che vivono in pace. Sembra più un’operazione mediatica che altro… mah, che disastro!

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