La Corona rinuncia a Buckingham Palace: una svolta storica
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – La Corona britannica abbandona Buckingham Palace dopo secoli, come annunciato in un comunicato ufficiale che sancisce la decisione di re Carlo III di non risiedere più nella storica residenza dei sovrani, al termine dei lavori di restauro ancora in corso, riporta Attuale.
Il comunicato specifica che «il re e la regina non utilizzeranno Buckingham Palace come residenza personale», esprimendo il desiderio che il Palazzo resti il centro cerimoniale della vita reale, il luogo di lavoro principale della casa reale e un bene storico nazionale con maggiori opportunità di accesso pubblico.
In sintesi, Buckingham Palace diventerà l’ufficio della monarchia, un luogo dedicato a grandi eventi e a visitatori, ma non sarà più associato fisicamente al re, che continuerà a risiedere a St James’ Palace, tradizionale dimora preferita di Carlo. Questo cambiamento era atteso da tempo, poiché i lunghi e costosi lavori di restauro avevano alimentato dubbi sulla futura residenza del Sovrano, ma ora che la decisione è ufficiale, si tratta di una svolta storica.
«Sua Maestà nutre un grande affetto per Buckingham Palace», ha dichiarato un portavoce reale. Tuttavia, si prevede che il Palazzo rimanga una sede di lavoro e si sta lavorando per espandere l’accesso pubblico, cercando di massimizzare il beneficio nazionale di un edificio finanziato pubblicamente.
Questa manovra si inserisce in un’operazione di trasparenza finanziaria della Corona: l’annuncio coincide con la pubblicazione della prima dichiarazione dei redditi del re, evidenziando che l’anno scorso Carlo ha pagato oltre 30 milioni di sterline di tasse, una cifra che equivale a circa 35 milioni di euro.
Le finanze della monarchia, finora opache, sono state oggetto di attenzione anche a causa degli scandali associati al principe Andrea, il quale ha sfruttato il suo ruolo pubblico per vantaggi personali. James Chalmers, il “ragioniere” della Corona, ha commentato che «il ruolo della monarchia moderna si evolve, cercando di fornire un buon rapporto qualità-prezzo», mentre si avanza verso un futuro in cui tradizione e modernità collaborano per il bene del Paese.
Quest’anno i reali beneficeranno di un «assegno» di circa 138 milioni di sterline, una decisione che mira a mostrare ai sudditi che tali fondi sono ben spesi. Dopo il completamento dei lavori di restauro a Buckingham Palace, si prevede che questo importo scenderà sotto i 100 milioni di sterline all’anno.
Per quanto riguarda Buckingham Palace, i portavoce affermano che diventerà «un animato alveare di attività reale», ma è noto che Carlo non ha mai amato il Palazzo e preferisce evitarlo. Già Elisabetta II, da giovane regina, trovava la residenza troppo solenne e lugubre, sebbene fosse costretta a trasferirsi lì per volere di Winston Churchill, allora primo ministro, il quale sosteneva che la Corona dovesse essere visibile nella sua magnificenza.
Oggi, concludendo un’epoca, la scelta di Carlo riflette una monarchia che opta per un profilo più basso, in linea con la sensibilità dei tempi moderni. Il vantaggio è per i sudditi e i turisti, che potranno visitare Buckingham Palace tutto l’anno, invece dei soli due mesi estivi attuali. Una decisione che, senza dubbio, riapre le porte del Palazzo a un pubblico più ampio.