Recupero dei corpi italiani nelle Maldive affidato a sub finlandesi dopo la tragedia di Vaavu

17.05.2026 23:55
Recupero dei corpi italiani nelle Maldive affidato a sub finlandesi dopo la tragedia di Vaavu

Tragedia nelle Maldive: Immersione letale per cinque italiani

Roma, 17 maggio 2026 – C’è un punto di non ritorno, una “colonna d’Ercole” subacquea che il regolamento delle Maldive fissa a trenta metri per le immersioni ricreative. Eppure, la spedizione dei cinque italiani rimasti vittime della tragedia nell’atollo di Vaavu si è spinta fino a sessanta metri, svanendo nelle profondità di Alimathà. Cosa sia successo in quell’inferno di coralli è il fulcro dell’inchiesta della Procura di Roma e delle autorità locali, che hanno già revocato la licenza d’esercizio alla safari boat MV Duke of York, riporta Attuale.

Ieri sera sono atterrati a Milano Malpensa i venti italiani che erano sullo yacht, mentre a Malé la giornata è stata segnata da una dolorosa e complessa pianificazione logistica. Le ricerche dei quattro corpi ancora dispersi, Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, sono state sospese in segno di lutto per il sergente Mohamed Mahudhee, morto a causa di malattia da decompressione durante il recupero. Il sergente è stato proclamato “martire nazionale”. Si attende una svolta nelle ricerche per questa mattina: meteo permettendo, scenderanno in acqua tre sub-speleologi finlandesi d’élite di Dan Europe, noti per il salvataggio dei bambini nella grotta thailandese nel 2018.

Il team ha imposto il silenzio stampa per concentrarsi sulla logistica dei gas e sui rischi associati all’ambiente subacqueo. A supportarli, l’avvocata Orietta Stella, legale del tour operator Albatros Top Boat, giunta a Malé: “Siamo qui per fornire informazioni sulla topografia del sito e sulle profondità, poiché prima dell’introduzione della legislazione maldiviana era un’area di immersione frequente”.

La compagnia ha anche fornito alla Guardia Costiera i booster per ricaricare le bombole e gli scooter subacquei, ma rimane un grande dubbio tecnico. Giulio Venditti, esperto speleo-sub consultato dalla Farnesina, avverte: “Finora è stato trovato solo il primo corpo adiacente all’ingresso della grotta. Non si sa nulla delle altre persone e non possiamo affermare nulla riguardo a un’invasione della grotta o a un’esplorazione fino a quando non saranno recuperati i corpi”.

L’indagine del procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, tiene in considerazione ogni ipotesi, inclusi malori, errori tecnici o la possibile presenza di monossido di carbonio nella ricarica delle bombole. L’Università di Genova e il tour operator hanno confermato che l’immersione profonda è stata effettuata a titolo personale. Solo il recupero della strumentazione delle vittime e i computer subacquei potranno fornire risposte ai numerosi interrogativi ancora irrisolti.

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