Referendum sulla giustizia in Lombardia: tensioni e minacce
Roma, 22 marzo 2026 – Il referendum sulla giustizia in Lombardia si apre in un clima di crescente tensione. Il governatore lombardo, Attilio Fontana, ha denunciato pesanti minacce di morte ricevute tramite social, pubblicando screenshot dei messaggi intimidatori. “Se gli insulti e le minacce sono all’ordine del giorno, sentirsi augurare la morte non può passare sotto silenzio”, ha dichiarato Fontana, sottolineando l’importanza di intervenire in tali circostanze. L’episodio ha suscitato una solidarietà bipartisan, coinvolgendo esponenti di FdI e Pd, sebbene contribuisca a un clima già fortemente polarizzato, riporta Attuale.
Dopo l’apertura ufficiale delle urne alle 7 di questa mattina, l’Italia è chiamata a esprimersi sul referendum costituzionale riguardante la riforma della giustizia. Le operazioni di voto si svolgeranno oggi, domenica 22 marzo, fino alle 23, e domani, lunedì 23, dalle 7 alle 15. È fondamentale notare che si tratta di un referendum confermativo, ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione, il che implica l’assenza di un quorum: ogni voto sarà cruciale, poiché il risultato dipenderà esclusivamente dalla partecipazione degli elettori.
Un aspetto controverso riguarda la possibilità di votare nel comune di domicilio per motivi di studio o lavoro, che non è stata prevista. Pertanto, chi si trova distante dalla propria residenza dovrà necessariamente rientrare per poter votare, una situazione che ha suscitato preoccupazioni riguardo alla partecipazione giovanile. La scheda elettorale include una proposta di modifica dell’ordinamento giurisdizionale, che tratta della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare e un nuovo sistema di elezione dei membri del Csm.
Sostenitori del ‘Sì’ evidenziano la necessità di garantire un giudice più imparziale, mentre il ‘No’ mette in guardia contro un possibile indebolimento dell’autonomia della magistratura e un’alterazione degli equilibri tra i poteri. Inoltre, per la prima volta, le liste elettorali non saranno separate per genere, ma accorpate in un unico elenco alfabetico, segnando un cambiamento significativo nella gestione burocratica. I primi dati sulla partecipazione sono attesi a partire da mezzogiorno, offrendo un’importante indicazione sull’interesse del Paese verso questa consultazione, il cui esito determinerà se e come la Costituzione verrà modificata.
Che situazione incredibile!!! Non posso credere che si arrivino a minacce di morte per un referendum. Spero solo che la gente si renda conto di quanto sia importante il proprio voto, ma non capisco perché non possano votare anche da lontano… Mah, che tristezza!!