Referendum: i sondaggi indicano un vantaggio per il “Sì”, il Csm indaga sul caso software spia

23.01.2026 06:35
Referendum: i sondaggi indicano un vantaggio per il "Sì", il Csm indaga sul caso software spia

Sondaggio favorevole per il “Sì”, ma il fronte del “No” non demorde

Il recente sondaggio di YouTrend mostra un netto vantaggio per il fronte del “Sì”, attestando il supporto al 55% contro il 45% per il “No”. Tuttavia, nel campo degli oppositori non si percepisce un clima di rassegnazione, come evidenziato dal politologo Giovanni Diamanti, co-fondatore di YouTrend, che avverte di considerare questi dati con cautela. Secondo Diamanti, il risultato finale dipenderà molto dall’affluenza alle urne, con i contrari alla riforma della giustizia che potrebbero essere più motivati a votare. Gli esperti stimano un’affluenza intorno al 62%, una percentuale elevata per una consultazione di questo tipo, ribadendo la possibilità che un’alta astensione giochi a favore del “No”, riporta Attuale.

Nel frattempo, la campagna elettorale è in pieno svolgimento, con il fronte del “No” che si concentra più su strategie tattiche che sul merito della riforma. La camera di consiglio del Tar del Lazio, il 27 gennaio, esaminerà il ricorso presentato dai 15 promotori della raccolta firme, con una decisione attesa per il 28. I comitati, indipendentemente dall’esito, presenteranno le sottoscrizioni quel giorno. Carlo Guglielmi, portavoce dei promotori, ha annunciato che consegneranno i documenti utilizzando una storica Panda rossa. Se la sentenza fosse a loro favore, ci sarebbe un rinvio dell’apertura delle urne a metà aprile, mentre in ogni caso otterrebbero rimborsi elettorali da investire nella campagna.

In un contesto di intensa campagna, si segnala anche lo “scandalo” sollevato da Report riguardo al software (Ecm/Sccn) installato su 40mila computer dell’amministrazione della giustizia. La procura di Roma ha escluso atti di dolo, contraddicendo le ipotesi avanzate da “Report” su potenziali spionaggi. Fabio Rampelli (FdI), vice presidente della Camera, ha preso la parola, suggerendo che Microsoft dovrebbe querelare chi l’ha accusata, sottolineando che i dettagli sulle vulnerabilità informatiche sono essenziali per prevenire accessi non autorizzati.

La polemica non si attenua, con “Report” che ha reso pubblici documenti rivelatori di un colloquio del maggio 2024 in cui Giuseppe Talerico, dirigente informatico del ministero della Giustizia, ordinava di limitare le informazioni disponibili ai magistrati. I democratici hanno denunciato presunti tentativi del governo di monitorare i magistrati, mentre sei membri di Area del Csm hanno richiesto l’apertura di un’indagine sui protocolli di sicurezza adottati. La situazione sembra destinata a svilupparsi ulteriormente mentre la campagna elettorale continua.

1 Comments

  1. Ma dai, un’altra volta con sta storia della riforma della giustizia? La gente è stufa di sentire sempre le stesse cose. C’è una confusione totale, e il fatto che i sondaggi dicano che c’è un margine per il “Sì” non significa nulla se poi gli elettori non si presentano. Speriamo solo che non ci siano altri scandali come quello del software, già ne abbiamo abbastanza!!!

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere