Riforma della giustizia: Mattarella esorta al rispetto della Cassazione
In un contesto di crescente tensione politica, il presidente Sergio Mattarella ha fatto un appello al rispetto della magistratura, in particolare della Cassazione, che ha recentemente modificato il quesito del referendum sulla riforma della giustizia. Nonostante la decisione “giuridicamente ineccepibile” di accogliere il ricorso del comitato dei 15 giuristi, non è stata alterata la data del referendum, come riportato Attuale.
Il Consiglio dei ministri ha preso atto dell’ordinanza della suprema Corte, che ha accolto una proposta di consultazione sostenuta da mezzo milione di firme. Ora, il comitato dei giuristi si riunirà domani per decidere se presentare ricorso al Tar e, eventualmente, alla Consulta, per cercare di modificare la data del referendum.
Mentre l’esecutivo rielabora il quesito in base alla nuova richiesta, le forze politiche stanno politicizzando la campagna referendaria, indipendentemente dal merito della riforma, che riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pm e i meccanismi di autogoverno della magistratura. Il centrodestra, fautore della riforma, sta spingendo per un voto che ribadisca un approccio “più duro” e securitario, come sostenuto dalla premier Giorgia Meloni. Dall’altra parte, il centrosinistra contesta l’intento di controllo del governo sulla magistratura, ignorando però la storica delega politica al potere giudiziario e le sue problematiche intrinseche.
A sei settimane dal voto, la campagna si trova in una fase cruciale, con segnali di una possibile deriva plebiscitaria a favore delle istanze securitarie del governo Meloni rispetto a quelle volte a preservare l’indipendenza delle toghe. Le polemiche hanno preso piede, con esponenti di FdI e Forza Italia che criticano la presunta mancanza di imparzialità dei giudici della Cassazione, tra cui Alfredo Guardiano, accusato di parzialità, e l’ex deputata Donatella Ferranti.
Pasquale D’Ascola, primo presidente della Cassazione, ha risposto all’attacco riportando l’importanza di criticare le decisioni giuridiche con argomenti legittimi, ma ha rigettato le illazioni personali sui giudici, sottolineando che ciò rappresenta una delegittimazione della funzione giurisdizionale. Anche l’Associazione Nazionale Magistrati ha condannato le dichiarazioni del centrodestra, definendole “inaccettabili” e dannose per l’autorità della Corte. Nel contempo, Debora Serracchiani, responsabile giustizia del PD, ha accusato la maggioranza di governo di mostrare mancanza di rispetto per le istituzioni.