Il caso Golden Power e la decisione del Tar riguardo a Unicredit e Banco Bpm
La recente pronuncia del Tar rappresenta un chiaro segnale dell’illegittimità nell’applicazione del Golden Power, rendendo necessaria l’adozione di un nuovo decreto. Questo provvedimento, emesso il 18 aprile, è stato annullato dalla Corte, evidenziando le irregolarità nel suo utilizzo. La banca Unicredit ha commentato la sentenza che riguarda il suo ricorso in merito al framework governativo applicato durante l’operazione su Banco Bpm. Il Tar, nel suo verdetto, ha soddisfatto le istanze di Unicredit, ma ha omesso di pronunciarsi sul tema legato alla Russia. La banca, sotto la direzione di Andrea Orcel, ha sottolineato che il Tar ha rilevato “di non avere giurisdizione in questa materia”, indicando che la competenza spetta alla Banca Centrale Europea.
Unicredit ha anche ribadito di essere già attiva nel seguire le indicazioni arrivate da Francoforte. Inoltre, la banca si è rivolta direttamente agli azionisti di Banco Bpm, i quali si trovano non solo a fare i conti con l’utilizzo illegittimo del Golden Power, ma anche con comunicazioni e campagne ritenute eccessivamente aggressive e fuorvianti, tese a compromettere la reputazione sia dell’offerta che dell’offerente. In questa situazione, Unicredit ha affermato che “valuterà tutte le iniziative opportune in maniera tempestiva”. La banca ha anche messo in chiaro che la decisione finale riguardo al merito e all’attrattività di qualsiasi offerta deve sempre spettare agli azionisti, sottolineando che quelli di Bpm potrebbero aver perso un’opzione il cui valore era equamente stabilito e che avrebbe potuto essere migliorato in un contesto di Ops gestito in modo ordinato.», riporta Attuale.