Riflettori sul referendum: il ministero chiede all’Anm i finanziatori del Comitato “no”

16.02.2026 17:25
Riflettori sul referendum: il ministero chiede all'Anm i finanziatori del Comitato “no”

Roma, 16 febbraio 2026 – Il ministero della Giustizia ha richiesto all’Associazione nazionale magistrati (Anm) di divulgare i nomi dei potenziali finanziatori privati del Comitato per il “no” al referendum, promosso dalla stessa Anm. Questa richiesta è espressa in un documento firmato dal capo di Gabinetto, Giusi Bartolozzi, e inviato al presidente Cesare Parodi. Nel documento si specifica che è pervenuto al dicastero “un atto di sindacato ispettivo” dal deputato di Forza Italia Enrico Costa, il quale solleva “un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’Anm”. L’interrogazione, datata 13 gennaio, richiede spiegazioni riguardo le affermazioni del segretario generale dell’Anm, il quale avrebbe dichiarato che “il ‘Comitato Giusto dire No’ ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria” e che l’Anm ha deliberato un massimo stanziamento di 500mila euro per le inevitabili spese di una campagna referendaria. La richiesta di Bartolozzi a Parodi mira quindi a ottenere chiarezza e trasparenza sui finanziamenti ricevuti dal Comitato, riporta Attuale.

Lo scorso 8 gennaio, il deputato Costa aveva già sollevato preoccupazioni su Twitter riguardo il legame tra l’Anm e il Comitato “Giusto dire No”. Costa affermava che “questo schema crea un legame stretto, non solo politico, ma anche formale, tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori” che possono finanziare indirettamente l’Anm stessi. Si è chiesto cosa accadrebbe se un magistrato in servizio si trovasse di fronte a un finanziatore del comitato, sollevando interrogativi sulla necessità di astenersi per “gravi ragioni di convenienza”.

Il Pd: “Sa di liste di proscrizione”

Debora Serracchiani, deputata del PD, ha commentato la situazione dichiarando che “è un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo”. Ha evidenziato che si tratta di “un segnale che sa tanto di liste di proscrizione” e ha chiesto al ministro di chiarire subito la questione, sottolineando che “le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono”.

La replica dell’Anm

L’Anm ha già risposto all’ufficiale ministeriale, chiarendo che, pur ringraziando per l’interrogazione, non può fornire le informazioni richieste poiché “il Comitato in questione è solo stato promosso dall’Anm ma è soggetto assolutamente autonomo”. Il presidente Cesare Parodi ha spiegato che “come socio costituente, posso confermare che al Comitato è possibile fare piccole donazioni, purché non da parte di individui con incarichi politici, in quanto non è un comitato di tipo politico”. Parodi ha informato anche della trasparenza delle informazioni disponibili sul sito del comitato. Infine, ha espresso preoccupazione riguardo la richiesta di rendere pubblici i dati di privati cittadini, considerandolo potenzialmente contrario alla loro privacy.

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