Riforma del Ministero degli Affari Esteri: Nuova Struttura per la Farnesina a partire dal 2026
Una significativa ristrutturazione del Ministero degli Affari Esteri è stata annunciata dal ministro Antonio Tajani, il quale ha descritto la riforma come “una vera rivoluzione”. A partire dal 1° gennaio 2026, la Farnesina vedrà la nascita di una nuova configurazione, basata su un modello a “due teste” che comprenderà un’anima politica e una economica. La riforma, che non comporterà alcun costo aggiuntivo, prevede l’istituzione di due vice segretari generali, uno a capo della Direzione Generale per gli Affari Politici e la Sicurezza Internazionale e l’altro per la nuova Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni, come riporta Attuale.
La riforma porterà inoltre all’introduzione di una nuova Direzione Generale per la Cybersicurezza, guidata da Alessandro De Pedys, e a un potenziamento della Direzione Generale per i Servizi agli italiani all’estero, sotto la direzione di Silvia Limoncini. Tajani ha enfatizzato l’importanza di rafforzare i servizi offerti ai cittadini italiani all’estero e alle imprese, nonché di superare le barriere burocratiche che attualmente affliggono la Farnesina.
La nuova configurazione includerà anche una semplificazione del concorso diplomatico, rendendolo accessibile a laureati di diversi ambiti, per attirare talenti diversificati. “Il mondo è cambiato”, ha affermato Tajani, sottolineando la necessità di adattare la diplomazia italiana a un contesto globale sempre più complesso. Il Ministero avrà l’obiettivo di ampliare la base di reclutamento e di fornire un supporto economico più incisivo per le aziende italiane, promuovendo un’azione di “diplomazia della crescita”.
La Farnesina si impegnerà a diventare un punto di riferimento per le aziende, aumentando l’assistenza e i servizi attraverso le sue 130 ambasciate, che dovranno promuovere le eccellenze italiane a livello globale. Il Piano d’Azione per l’export mira a raggiungere la cifra di 700 miliardi. Tajani ha ribadito che il Ministero deve mantenere la sua vocazione tradizionale, continuando a sostenere la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e iniziative quali il Piano Mattei.
Dalla sicurezza alla cybersicurezza, la nuova Direzione Generale mirerà a contrastare minacce informatiche attraverso una componente tecnica e politica, includendo una sala operativa ispirata all’Unità di crisi. “Vogliamo che il Ministero sia all’avanguardia”, ha dichiarato Tajani, sottolineando l’importanza della protezione dei dati sensibili. La riforma richiederà l’inserimento di professionisti formati in discipline tecniche nuove, rispondendo così alle sfide moderne.
La presidente della Commissione Esteri del Senato, Stefania Craxi, ha commentato che la riforma rappresenta una scelta strategica per la politica estera italiana. Tajani ha chiesto che la ristrutturazione si traduca in una “sinergia sempre più forte” con le agenzie coinvolte nel commercio internazionale. La conferenza nazionale sull’export si terrà a Milano prima della tradizionale conferenza annuale delle ambasciatrici e degli ambasciatori italiani nel mondo, pianificata per il 18 e 19 dicembre.
La nuova Direzione Generale per i Servizi agli Italiani all’Estero è stata progettata per agevolare le pratiche consolari e fornire un’assistenza più efficace, mentre un’unità dedicata al turismo delle radici sarà istituita per facilitare il legame con la diaspora italiana. Nicandro Cascardi, direttore generale per il patrimonio e l’amministrazione, si occuperà della gestione del patrimonio immobiliare del Ministero, puntando a un modello integrato e tecnologicamente avanzato.
L’ambasciatore Riccardo Guariglia, segretario generale della Farnesina, ha concluso l’incontro di presentazione della riforma congratulandosi con Tajani e sottolineando che la ristrutturazione è frutto di un lavoro preciso e concreto, volto a rispondere alle urgenze del Paese. “La Farnesina deve guardare al futuro in chiave moderna”, ha affermato Guariglia, ribadendo il ruolo fondamentale della diplomazia nell’affrontare le sfide attuali e futuro della diplomazia italiana.