Riforma della Farnesina: nuovi pilastri per una politica estera più efficace e orientata alla crescita
La riforma del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, presentata nel progetto “La nuova Farnesina”, rappresenta una trasformazione strutturale con l’obiettivo di incrementare la crescita economica attraverso una politica estera più snella e reattiva. L’entrata in vigore della riforma è prevista per il 1° gennaio 2026 e segue un modello che include due pilastri distinti e complementari, ciascuno gestito da un vice segretario generale: il pilastro politico e quello economico, riporta Attuale.
Il pilastro politico mira a rafforzare l’azione diplomatica tradizionale, consentendo alla Farnesina di affrontare in modo più coerente i principali sviluppi di interesse nella politica estera. Questa iniziativa prevede una risposta più rapida e incisiva agli scenari globali, migliorando anche la capacità di coordinamento del ministero. Un aspetto cruciale sarà la gestione della sicurezza, con l’istituzione di una nuova Direzione generale per le questioni cibernetiche, l’informatica e l’innovazione tecnologica. Inoltre, è prevista la creazione di una sala operativa dedicata a fronteggiare le minacce informatiche.
D’altra parte, il pilastro economico rappresenta la volontà evidente di integrare la crescita nel DNA della Farnesina. Questo componente ha il compito di trasformare la rete diplomatica e consolare in uno strumento attivo per l’economia nazionale, implementando una vera e propria diplomazia della crescita. La nascita della nuova Direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni costituisce l’asse centrale di questa iniziativa. L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire al raggiungimento di 700 miliardi di euro attraverso l’attuazione di un piano d’azione specifico per l’export italiano, con un focus su assistenza alle imprese, attrazione di investimenti e promozione dell’abilità italiana all’estero.
Per garantire un’efficace coordinazione di queste attività, sarà istituita una sala dedicata all’export, mentre l’assistenza alle imprese all’estero verrà potenziata in sinergia con organizzazioni come Ice, Cdp, Simest e Sace. Questo pilastro economico estende le sue attività anche alla dimensione culturale, valorizzando l’italofonia per creare nuovi partenariati, oltre a utilizzare la diplomazia sportiva come leva per la crescita economica. Infine, per assicurare l’efficacia di entrambi i pilastri, la riforma prevede un significativo investimento nella risorsa umana: la formazione del personale sarà una priorità e la riforma del concorso diplomatico si espanderà per includere tutte le lauree, prevedendo nuove materie come sicurezza cibernetica, comunicazione e sport, per attrarre i migliori talenti con un focus specifico sulle specializzazioni commerciali e sull’export.
Antonio Petrucci