La vittoria di Venturini a Venezia segna la fuga degli elettori 5 Stelle e apre interrogativi interni al movimento

26.05.2026 20:05
La vittoria di Venturini a Venezia segna la fuga degli elettori 5 Stelle e apre interrogativi interni al movimento

Metà degli elettori che alle europee del 2024 avevano votato per il Movimento 5 Stelle (M5S) ha optato per il candidato del centrodestra, Simone Venturini, alla vittoria al primo turno nelle elezioni comunali di Venezia. Secondo le analisi sui flussi elettorali di YouTrend, Venturini ha ottenuto il voto del 50% di coloro che in precedenza avevano sostenuto il M5S. Questo significativo spostamento di voti è avvenuto nonostante il candidato del centrosinistra, Andrea Martella, abbia ricevuto solo il 39,2%, con Venturini che ha chiuso con una percentuale di 51,0%, riporta Attuale.

Il dato desta particolare preoccupazione poiché il M5S sostiene Martella nella sua alleanza, ma ha raccolto solo il 2,6% delle preferenze, ben al di sotto del 7,2% ottenuto alle recenti europee. La performance del M5S è stata inferiore non solo a quella del PD, ma anche a quella di Avs e di alcune liste civiche collegate al candidato democratico.

Il ruolo degli astenuti

Secondo YouTrend, tra gli elettori M5S delle europee, circa il 24% avrebbe votato per Martella, il 14% per altri candidati e il 12% si sarebbe astenuto. Venturini ha attratto anche un buon numero di coloro che non si sono presentati alle urne: il 21% degli astenuti del 2024 ha scelto il candidato del centrodestra, contro solo il 5% andato a Martella. Questi spostamenti, in una gara così serrata, hanno probabilmente deciso l’esito delle elezioni.

L’analisi della sconfitta nel M5S

Il Movimento 5 Stelle manifesta preoccupazione riguardo a questi dati. «Quando il M5S ha presentato una candidatura autonoma nel 2020 per la presidenza regionale, i risultati erano simili», commenta un esponente del partito. Open sottolinea che il problema non si limita alla formula della coalizione: «C’è stata una questione di coalizione, ma è necessario anche un ripensamento interno sul territorio. Abbiamo difficoltà comunicative, soprattutto nel Nord, in particolare in Veneto, nel chiarire il nostro operato, intenti e contributi», si argomenta.

I problemi di organizzazione locale sono evidenti. «I problemi formativi in Veneto si ripresentano in ogni elezione». Martella ha investito notevoli sforzi, invitando a un’autocritica generale. Nelle prossime settimane, è prevista una riflessione interna del M5S veneto, argomento che sarà discusso anche a livello nazionale. La nomina di Stefano Patuanelli per gestire il dossier del Movimento al Nord segna un interesse crescente verso quelle aree e un riconoscimento della necessità di un’azione più incisiva.

Il caso di Venezia evidenzia una difficoltà già riscontrata in molte amministrazioni, non solo in Veneto. Quando il voto si sposta sul piano locale, l’elettorato del M5S tende a disperdersi. Anche all’interno di un’alleanza con il centrosinistra, non sempre il suo bacino di voti sostiene automaticamente il candidato della coalizione. Alla corsa per Ca’ Farsetti, sembra che una parte consistente di questi elettori abbia preferito continuare l’amministrazione del centrodestra piuttosto di abbracciare l’alternativa del campo largo.

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