Attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere russe generano crisi del carburante
Negli ultimi giorni, gli attacchi dell’Ucraina contro le infrastrutture petrolifere russe hanno avuto un impatto significativo sul regime di Vladimir Putin, spingendo la Russia a vietare la vendita all’estero di benzina e gasolio per far fronte alla crescente domanda interna. Tuttavia, i risultati attesi non si stanno materializzando, poiché la carenza di carburante si sta diffondendo ben oltre la Crimea, coinvolgendo quasi tutto il paese, riporta Attuale.
In molte città russe, si stanno formando lunghe file alle pompe di benzina, e vari video condivisi sui social mostrano disordini tra i consumatori. Segnalazioni di persone arrestate per commercio illegale di carburante a prezzi esorbitanti stanno aumentando. Le ripercussioni degli attacchi ucraini si stanno manifestando in vari modi, quali un incremento dei costi di trasporto dei generi alimentari e razionamenti del carburante, insieme a un aumento della frequenza dei blackout a causa dei danni alle infrastrutture energetiche.
Questa situazione sta danneggiando gravemente l’agricoltura russa, con ritardi nei raccolti a causa della difficoltà di reperire carburante a costi accessibili. Inoltre, il bilancio russo subisce pressioni poiché, dopo essere stata la principale produttrice ed esportatrice di petrolio, ora la Russia deve investire di più in sussidi per mitigare l’aumento dei prezzi interni e ha dovuto accettare una riduzione delle vendite.
Tra le operazioni ucraine, si segnala il bombardamento delle linee di approvvigionamento in Crimea, dove la popolazione è stata colpita da una crisi energetica. Inizialmente, le autorità locali hanno introdotto razionamenti di carburante e successivamente hanno sospeso le vendite ai privati per garantire i servizi pubblici essenziali, aggravando la crisi.
Le offensive ucraine si sono estese al territorio russo, colpendo obiettivi ben oltre i confini dell’Ucraina. Mercoledì, un drone di Fire Point ha attaccato una grande raffineria a Omsk, a 2.400 chilometri dalla zona controllata dagli ucraini. Malgrado il successo di queste operazioni, gli attacchi con droni presentano limitazioni; dalla gittata più lunga si riduce la potenza della testata, rendendo difficile causare danni permanenti.
In Moscovia, la carenza di carburante è diventata un problema critico per Putin, in quanto colpisce l’élite borghese che lo supporta. Le autorità hanno dovuto deviare carburante dalle regioni periferiche per rifornire la capitale, aggravando la crisi nelle aree storicamente ben fornite.
In Baschiria, la regione principale per la produzione di carburante in Russia, si è attestato che il governo locale sta rifornendo le aree circostanti, sperimentando razionamenti a Ufa, dove i cittadini possono acquistare solo un massimo di 30 litri di benzina a testa.
A fronte dell’emergenza, la Russia ha iniziato a distribuire carburante di bassa qualità e sta negoziando per l’acquisto di petrolio da paesi esteri, come l’India, noto per aver storicamente predisposto l’acquisto di petrolio russo eludendo le sanzioni occidentali.