Rifondazione comunista cerca alleanze con il campo largo, ma il dissenso resta forte

11.07.2026 07:05
Rifondazione comunista cerca alleanze con il campo largo, ma il dissenso resta forte

Nuove dinamiche nella sinistra italiana: Potere al Popolo si prepara a presentare le liste

Il panorama della sinistra italiana è in movimento, con Potere al Popolo al centro delle discussioni, ben oltre il dissenso manifestato a Napoli verso la leadership del campo largo. La formazione raccoglie realtà diverse che rifiutano il bipolarismo tradizionale, confrontandosi con la coalizione di centrosinistra. Rifondazione comunista è in cerca di un’intesa con il campo largo, ma deve fronteggiare la concorrenza dei propri alleati di Avs, Alleanza Verdi e Sinistra, che si candidano come principali avversari elettorali, riporta Attuale.

Giorgio Cremaschi, ex leader della Fiom e figura di spicco di Potere al Popolo, ha assicurato che le liste saranno presentate. Egli prevede che anche le realtà sindacali come le Usb, guidate dal romano Guido Lutrario, ed altre entità autonome contribuiranno alla raccolta di firme per la lista indipendente. È emerso, inoltre, che vi è un arcipelago di gruppi, inclusi quelli studenteschi di “Cambiare rotta“, pronti a non limitarsi a un’alleanza col centrosinistra, aspirando invece a correre autonomamente. Tuttavia, risulta difficile un’intesa con Alessandro Di Battista, indicato come dissidente post-grillino, specie se vi è la possibilità che Marco Travaglio ostacoli la sua candidatura contro Giuseppe Conte, come evidenziato da fonti di sinistra.

La situazione è differente per la sinistra interessata a unirsi al campo largo, la quale comprende Rifondazione comunista sotto la guida di Maurizio Acerbo, pur in un contesto di frattura interna, e “Disarma“, rappresentata dall’ex cossuttiano Claudio Grassi. Rifondazione, infatti, ha storicamente cercato di avvicinarsi al centrosinistra.

La divisione interna di Rifondazione è netta e si attende una decisione a settembre. Tuttavia, qualora optassero per una lista autonoma, intendono utilizzare il modello di Noi Moderati nel centrodestra. Puntano a qualificarsi attraverso la clausola che garantisce rappresentanza alle liste che non superano il 3%, dato che prevedono una strategia di Matteo Renzi e dei centristi per oltrepassare la soglia di sbarramento. Anche altri gruppi, come i post-cossuttiani, si mostrano interessati a confluire in una lista con simbolo comunista. Rimane incertezza su quanto Avs sia disposta a includere una lista a sinistra nella propria alleanza. In alternativa, potrebbero essere suggerite candidature in altre liste, sebbene ciò possa tradursi in un numero limitato di voti.

D’altra parte, Potere al Popolo sembra determinata a presentare le proprie liste, come confermato da Cremaschi. Un ulteriore interrogativo riguarda l’aggregazione di un gruppo accademico attorno ai professori Angelo D’Orsi e Luciano Canfora, i quali sono stati accusati di filo-putinismo e più apertamente schierati a favore della causa palestinese. Se Di Battista decidesse di presentare una lista, ci potrebbe essere una possibilità di unione, ma è molto più probabile che le loro proposte restino circoscritte all’ambiente mediatico in cui sono già attivi.

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