Controversia sulla legge elettorale in Italia: Luana Zanella critica le preferenze
Roma, 10 luglio 2026 – L’Onorevole Luana Zanella, capogruppo di Avs, ha espresso forti riserve riguardo all’introduzione delle preferenze nella legge elettorale, sostenendo che si tratti di una misura populista che non garantisce una reale libertà di scelta per gli elettori. Secondo Zanella, le preferenze rappresentano solo un’illusione di partecipazione, mascherando un’ulteriore centralizzazione del potere, simile alle pratiche politiche usate da Donald Trump. “Questa proposta ridicola, che suggerisce listini ristretti in collegi ampi, serve solo a dare l’apparenza di rispettare la volontà del popolo; nella realtà, però, i candidati vengono selezionati in modo preciso dai partiti”, riporta Attuale.
Zanella ha ulteriormente evidenziato come le preferenze possano ostacolare la parità di genere nelle elezioni: “Possono anche danneggiare le donne”, ha avvertito, citando che alle elezioni regionali, dove erano presenti le preferenze, solo il 25% delle elette erano donne, rispetto al 35% nelle ultime elezioni politiche, dove si applicava il sistema Rosatellum.
La questione della competizione elettorale è stata al centro del dibattito, con alcuni membri del suo stesso schieramento politico sostenendo l’utilità delle preferenze per incoraggiare le donne a competere. “Chi ha paura di competere?”, ha replicato Zanella. Tuttavia, ha messo in luce le ingiustizie inherent e sottolineato che il supporto economico e le reti di potere sono differenziati, creando una competizione squilibrata.
L’opposizione, di cui fa parte Avs, ha dichiarato l’attuale proposta di legge elettorale “irricevibile”. Zanella ha esposto la preoccupazione che la maggioranza di governo non abbia ancora deciso sul testo da presentare in aula, e l’introduzione di emendamenti potrebbe modificare sostanzialmente il contenuto della legge. Ha criticato il governo per voler cambiare la legge elettorale non per motivi di democrazia, ma per mantenere e ampliare il proprio potere.
Riferendosi all’accentramento del potere, Zanella ha affermato: “Si vuole imporre una scelta che non è frutto di un dibattito. La nostra proposta consiste in collegi uninominali più piccoli, dove c’è un solo candidato per partito, rendendo il parlamentare un vero rappresentante del territorio”.