Human Rights Watch ha denunciato il coinvolgimento dell’Africa Corps del ministero della Difesa russo in un attacco aereo che avrebbe ucciso otto civili, tra cui tre bambini, in Mali. L’episodio è avvenuto il 15 giugno nel villaggio di Kirnia, nella regione di Mopti, durante un’operazione contro gruppi islamisti. Secondo l’organizzazione per i diritti umani, non risultano combattenti del gruppo jihadista Jamaat Nusrat al-Islam wal-Muslimin tra le vittime dell’attacco.
L’attacco nel villaggio di Kirnia
Le informazioni sull’episodio sono state pubblicate il 31 luglio 2026. La ricostruzione di Human Rights Watch indica che un aereo identificato da due fonti maliane come un bombardiere tattico Su-24 ha sganciato almeno due munizioni su Kirnia, un villaggio controllato da circa sei anni da Jamaat Nusrat al-Islam wal-Muslimin, organizzazione legata ad al-Qaeda.
HRW ha riferito della morte di otto civili, inclusi tre bambini. Nella descrizione dell’accaduto compaiono il capo villaggio, sua moglie e i tre figli, uccisi nella loro abitazione, oltre a quattro uomini colpiti nei pressi della casa. La ricostruzione dell’organizzazione non segnala vittime tra i membri del gruppo jihadista che controllava l’area.
Il caso è stato riportato anche da Reuters e da Internazionale. Secondo la ricostruzione di Reuters, l’attacco si inserisce nelle operazioni condotte dalle forze maliane insieme ai militari russi contro le formazioni islamiste attive nel Paese.
Il ruolo dell’Africa Corps
L’Africa Corps è stato creato sotto l’autorità del ministero della Difesa russo dopo il ridimensionamento delle attività della compagnia militare privata Wagner. Il reparto ha assunto una parte significativa delle funzioni precedentemente svolte dalla società e oggi è presente in diversi Paesi africani. In Mali partecipa alle operazioni condotte dal governo militare contro i gruppi jihadisti.
Il coinvolgimento dell’Africa Corps è stato presentato da Mosca e dalle autorità maliane nel quadro della cooperazione per la sicurezza. Le denunce raccolte da Human Rights Watch riguardano invece l’impiego della forza durante le operazioni e il rischio di attacchi indiscriminati contro aree abitate. L’organizzazione considera il rispetto della distinzione tra obiettivi militari e civili uno degli elementi centrali da verificare nella ricostruzione dell’attacco.
Non si tratta, secondo i dati citati nel rapporto, di un episodio isolato. L’Armed Conflict Location & Event Data, gruppo di monitoraggio dei conflitti, ha stimato che nel 2025 le operazioni congiunte delle forze maliane e russe abbiano provocato la morte di 918 civili in Mali. Il numero è quasi quattro volte superiore a quello dei civili uccisi dai gruppi islamisti nello stesso periodo.
Le vittime civili e le accuse di violazioni
I dati di ACLED vengono citati nel dibattito sulle conseguenze delle operazioni militari condotte in nome della lotta al terrorismo. Il confronto tra le vittime attribuite alle forze maliane e russe e quelle attribuite ai gruppi jihadisti riguarda esclusivamente il 2025 e non costituisce, da solo, una ricostruzione giudiziaria delle responsabilità individuali. Human Rights Watch chiede che gli episodi siano documentati e sottoposti a verifiche indipendenti.
La presenza russa in Mali è arrivata dopo il progressivo allontanamento dei Paesi occidentali, compresa la Francia. Le informazioni riportate nel contesto della vicenda descrivono la cooperazione militare russa anche come uno strumento di espansione dell’influenza politica ed economica di Mosca in Africa. In questo quadro vengono citati l’accesso a risorse naturali strategiche e il ruolo delle strutture russe nel settore estrattivo, ma il materiale disponibile non fornisce dettagli su singoli accordi o concessioni.
Il quadro descritto dalle organizzazioni di monitoraggio combina quindi la prosecuzione delle operazioni contro i gruppi islamisti, la presenza di personale militare russo e un numero elevato di vittime civili. Per il villaggio di Kirnia, la denuncia di Human Rights Watch riguarda in particolare l’uso di munizioni sganciate da un aereo e l’assenza di vittime confermate tra i combattenti jihadisti. Le verifiche sull’attacco e sulle responsabilità restano affidate alla documentazione degli organismi indipendenti e alle eventuali indagini internazionali.