Forza Italia rinvia la legge elettorale a settembre, tensioni persistono su intercettazioni

29.07.2026 22:35
Forza Italia rinvia la legge elettorale a settembre, tensioni persistono su intercettazioni

Forza Italia e la legge elettorale: stallo sulle preferenze

Dopo oltre due ore di riunione, i senatori di Forza Italia (FI) non arrivano a una decisione definitiva sulle preferenze per la legge elettorale, rinviando al primo settembre il termine per gli emendamenti. Sulle intercettazioni, l’approvazione del decreto omnibus è attesa già la prossima settimana, secondo quanto riporta Attuale.

La maggioranza non riesce a risolvere i conflitti interni, rinviando le decisioni su argomenti cruciali. In merito alla riforma della legge elettorale, FI afferma che non ci sarà accelerazione prima della pausa estiva e non verranno proposti emendamenti sulle preferenze senza un accordo preliminare tra i partiti del centrodestra.

In tema di intercettazioni, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha posto fine alle tensioni dichiarando inammissibile l’emendamento proposto al decreto Giustizia, sostenuto da Fratelli d’Italia e contrastato da Forza Italia.

La questione è ulteriormente complicata dalla decisione del governo di porre la fiducia sul decreto, per semplificare il processo legislativo. Tuttavia, secondo fonti interne, è probabile che FdI possa ripresentare la questione in un altro provvedimento, forse nell’atteso decreto omnibus della prossima settimana, prima della chiusura estiva dei lavori parlamentari. Forza Italia, dopo aver bloccato le preferenze, potrebbe nuovamente adottare una posizione rigida.

Il dibattito sulle preferenze in Forza Italia

La riunione di oltre due ore tra i senatori di Forza Italia e il segretario Antonio Tajani a Palazzo Madama ha certificato un cambiamento nella tabella di marcia. FdI aveva proposto di fissare il termine per gli emendamenti prima della pausa estiva e di riutilizzare una modifica già bocciata alla Camera, con l’introduzione delle preferenze mantenendo i capilista bloccati e un’adeguata alternanza di genere.

Tuttavia, in serata, il termine per la presentazione delle proposte di modifica è stato posticipato al 1° settembre. La discussione generale avrà inizio domani e continuerà per tutta la settimana. Così, il vero confronto politico è stato rinviato, con la riforma che si prevede arriverà nell’Aula del Senato il 9 settembre e il voto finale entro il 15.

Il presidente della commissione Andrea De Priamo ha chiarito che il termine fissato per gli emendamenti tiene conto delle audizioni e della necessità di ulteriori interlocuzioni politiche tra le forze di maggioranza e opposizione. Prima della presentazione delle modifiche, il centrodestra dovrà trovare un accordo concreto.

Tajani ha affermato: «Siamo pronti ad ascoltare le richieste di chi vuole inserire le preferenze, ma vogliamo che ci sia prima un confronto tra le forze di centrodestra per trovare un accordo, poiché abbiamo proposte per modificare la legge». Il senatore Roberto Rosso, uno degli intermediari del gruppo, ha descritto la posizione di Forza Italia con un «nì», indicando che necessitano di chiarimenti sull’emendamento prima di decidere.

La Russa e le dinamiche interne del Senato

La decisione di rinviare è stata anticipata dal presidente del Senato Ignazio La Russa durante la cerimonia del Ventaglio. Ha sottolineato che, sebbene potessero chiudere al Senato prima della pausa, è stata preferita una procedura senza forzature, insistendo sulle preferenze. Secondo La Russa, il nuovo approccio è una mediazione democratica.

Affrontando il rischio di franchi tiratori, La Russa ha affermato: «Non ho paura» e ha aggiunto che non ci saranno voti segreti al Senato, ma un chiaro sì o no alla legge alla Camera, dove ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità.

Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc continuano a cercare una proposta migliorata da presentare in Senato, riaffermando il diritto dei cittadini a scegliere direttamente i loro rappresentanti.

Stallo sulle intercettazioni

Il dibattito sulle intercettazioni continua a creare tensioni, con Forza Italia che rimane contraria all’idea di ampliare l’uso delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli inizialmente autorizzati. FdI ha presentato al Senato due emendamenti al decreto Giustizia, ma l’opposizione di FI è netta, con Tajani che ha ribadito che l’emendamento non sarà votato.

La Russa ha anticipato che l’emendamento “non proponibile” sarà dichiarato tale per evitare una frattura aperta nel voto. Con l’ulteriore decisione del governo di porre la fiducia sul decreto, si cerca di evitare modifiche importanti prima della conversione prevista entro l’11 agosto.

Quindi, mentre il dibattito sulle intercettazioni rimane teso, non si può dire che la questione sia chiusa. Fratelli d’Italia potrebbe comunque cercare di trasferire la norma in un provvedimento autonomo o nel decreto omnibus previsto per la prossima settimana.

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