Riprendono le proteste studentesche in Iran dopo la brutale repressione di gennaio

22.02.2026 09:25
Riprendono le proteste studentesche in Iran dopo la brutale repressione di gennaio

Riprendono le proteste studentesche in Iran dopo la repressione di gennaio

Sabato, gli studenti di alcune università in Iran hanno ricominciato a manifestare contro il regime del paese. Si tratta delle prime proteste organizzate dopo la violenta repressione delle manifestazioni di inizio gennaio, durante la quale si stima che il regime abbia ucciso migliaia di persone, riporta Attuale.

Nelle immagini e nei video condivisi online, centinaia di studenti vestiti di nero, in segno di lutto, marciano e si radunano nel campus della Sharif University, prestigiosa università tecnologica di Teheran, intonando slogan antigovernativi. Riscontri indicano che si sono verificati anche scontri tra studenti e sostenitori del regime, con la BBC News che ha confermato ulteriori cortei all’università Amirkabir di Teheran e un sit-in all’università Shahid Beheshti, sempre a Teheran.

Inoltre, a Mashhad, la seconda città più grande dell’Iran, gli studenti hanno espresso il loro desiderio di libertà attraverso slogan. Durante la giornata, sono state segnalate manifestazioni in diverse località del paese. Non è ancora chiaro se siano stati effettuati arresti; studenti dell’università di Amirkabir hanno riportato su Telegram di alcune catture, mentre l’agenzia di stampa Tasnim, sotto il controllo dei Guardiani della rivoluzione, ha negato eventi simili.

Le proteste di gennaio erano iniziate nel mercato centrale di Teheran a causa della disastrosa situazione economica, ma si erano rapidamente propagate a decine di università, trasformandosi in un movimento contro il regime di Ali Khamenei. Questi eventi rappresentano le manifestazioni più significative dal 1979, anno della nascita del regime attuale.

Il governo ha risposto con una brutalità senza precedenti, effettuando uccisioni di massa. Durante i momenti più violenti della repressione, le forze di sicurezza hanno fatto irruzione negli ospedali, uccidendo manifestanti feriti o scollegando i dispositivi di rianimazione. Nei giorni successivi, sono state attuate ritorsioni anche contro i medici e il personale sanitario che avevano assistito i feriti.

Recentemente, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha intensificato le sue minacce di intervento militare contro il regime iraniano, citando le grandi proteste di gennaio come giustificazione. Tuttavia, le trattative tra Iran e Stati Uniti sono attualmente in stallo, e un attacco militare statunitense è considerato sempre più probabile, mentre le due nazioni hanno anche iniziato a negoziare un possibile accordo.

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