Roma, 8 agosto 2026 – Dalla patente B a 17 anni a multe più proporzionate. Sono 15 le principali ipotesi di revisione del Codice della strada, che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato ad oltre cento operatori e associazioni. Sul nuovo codice, l’obiettivo è quello di “arrivare a un testo che sia il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti, con la sicurezza della circolazione come priorità”, riporta Attuale.
Le novità in fase di studio
Il primo punto in fase di studio prevede obbligo di casco e contrassegno per le super-bici, i cicli a propulsione spesso usati dai rider. In aggiunta, i motociclisti potranno usare la corsia di emergenza in autostrada in caso di rallentamenti. Si prevede inoltre il dimezzamento delle sanzioni per le due ruote in divieto di sosta.
“Con il nuovo Codice della Strada si intende introdurre l’obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma Cude (Contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità), prevedendo, in caso di inottemperanza, l’impossibilità di utilizzare i dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni relative alla sosta riservata e alle Ztl“, spiega una nota del ministero dei Trasporti.
Allo studio vi è anche l’introduzione della regola del sorpasso a destra in autostrada: si intende applicare la circolazione per file parallele sulle autostrade e superstrade a tre corsie, consentendo di superare a destra.
Patente B a 17 anni
Le direttive europee hanno abbassato l’età per conseguire la patente B a 17 anni. L’Italia ha tempo per recepirle entro la fine del 2027, per questo le modifiche al codice della strada proposte dal ministero dei Trasporti consentiranno la guida accompagnata a 16 anni per i titolari di patente A1 e B1. Inoltre, si prevede che i mezzi pesanti, senza rimorchio, che richiedono la patente C1 e C possano essere condotti anche a 17 anni con patente B e Cqc (carta di qualificazione del conducente).
Stretta su chi viaggia senza assicurazione
Linea dura contro chi circola senza assicurazione. Tra le novità allo studio del Mit, controlli rafforzati attraverso le banche dati della Motorizzazione e introduzione del divieto di marcia digitale. In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrà scattare direttamente il sequestro. È allo studio inoltre un raddoppio delle sanzioni principali commesse da un veicolo non assicurato, un incremento della detrazione di punti (da 5 a 7) e la sospensione breve della patente fino a 15 giorni.
Multe più proporzionate e risorse per la sicurezza stradale
Altre proposte prevedono multe più semplici e proporzionate alla gravità effettiva delle violazioni, riduzione degli incrementi sanzionatori in caso di pagamento difforme e recupero delle sanzioni non pagate dagli stranieri nei cinque anni successivi alla violazione. In particolare, si prevede la possibilità di riscossione coattiva nei confronti di qualsiasi conducente si trovi a circolare in Italia sul veicolo con cui è stata commessa l’infrazione.
Nell’ambito delle modifiche alle multe, il ministero dei Trasporti è al lavoro per rivedere le sanzioni per limiti velocità sulla base di criteri di progressività. Nella proposta di revisione, si puniranno più severamente le violazioni dei limiti più alti, in considerazione della maggiore pericolosità. In autostrada, un’ipotesi prevede 10 euro in più per ogni chilometro in eccesso: con un limite a 130 km orari, chi va a 140 all’ora pagherà 100 euro, mentre chi corre a 170 (superando il limite di 40 km orari) avrà una sanzione di 400 euro. Sulle strade con limite a 50 o 30, le sanzioni sarebbero di 5 euro a km per ora in eccesso.
Potrebbe essere inoltre potenziato il ricorso al prefetto e arrivare una disciplina più semplice dell’autotutela per chiedere l’annullamento dei verbali errati, con maggiore proporzionalità nei casi di piccoli errori nel pagamento. Meno attese per chi riceve una multa, con riduzione da 90 a 30 giorni del termine per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti da remoto. Le sanzioni per le infrazioni potrebbero poi non essere più aggiornate automaticamente all’inflazione: si prevede la facoltà di aumentare le sanzioni solo a fronte di incrementi dell’inflazione oltre il 5%.
Infine, più risorse derivanti dalle multe dovranno tornare direttamente alla sicurezza delle strade. La proposta allo studio del Mit prevede il 70% dei proventi all’ente proprietario della strada, da reinvestire in interventi per la sicurezza, e il 30% all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica.