Serbia, Bulgaria e Romania guidano la classifica della mortalità stradale in Europa

31.07.2026 12:05
Serbia, Bulgaria e Romania guidano la classifica della mortalità stradale in Europa
Serbia, Bulgaria e Romania guidano la classifica della mortalità stradale in Europa

Serbia, Bulgaria e Romania si confermano i Paesi europei con il più alto tasso di mortalità per incidenti stradali, mentre Norvegia e Svezia mantengono le strade più sicure del continente. È quanto emerge da una nuova ricerca condotta da Vignette Switzerland sulla base dei dati 2025 del Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti (ETSC), che mette a confronto il numero di decessi su strada per milione di abitanti.

La Serbia, per il secondo anno consecutivo, guida la graduatoria con 74 vittime della strada ogni milione di residenti, un valore superiore di circa il 72% rispetto alla media dell’Unione Europea. Seguono la Bulgaria con 71 decessi per milione e la Romania con 68. Nonostante il primato negativo, il rapporto evidenzia un lieve miglioramento per Belgrado rispetto alla rilevazione precedente.

La classifica dei Paesi più pericolosi

La fotografia scattata dallo studio mostra una geografia del rischio che non risparmia alcune tra le mete turistiche più frequentate. Nella top ten delle nazioni con la maggiore incidenza di morti su strada figurano infatti anche Portogallo, Grecia, Italia e Francia. Senza entrare nel dettaglio delle singole posizioni, i dati confermano come la sicurezza stradale resti una sfida aperta in ampie aree dell’Europa meridionale e orientale.

I numeri assoluti su base annua dipingono un quadro ancora più nitido se letti in proporzione alla popolazione. La Serbia, con i suoi 74 decessi per milione di abitanti, registra un tasso quasi quattro volte superiore a quello dei Paesi scandinavi, che occupano l’estremità opposta della classifica.

Le strade più sicure del continente

All’altro capo della graduatoria, Norvegia e Svezia condividono il primo posto con appena 19 morti su strada per milione di abitanti. Un risultato che le consolida come modello di riferimento per la sicurezza stradale in Europa. Subito dopo si collocano Regno Unito, Danimarca e Svizzera, tutti sotto la soglia dei 25 decessi per milione.

L’analisi dell’ETSC sottolinea come il divario tra i Paesi più virtuosi e quelli in coda alla classifica rimanga profondo: il tasso di mortalità della Serbia è quattro volte quello della Svezia, a testimonianza di infrastrutture, normative e comportamenti alla guida ancora molto distanti.

Progressi e frenate nell’ultimo decennio

Lo studio non si limita a fotografare l’esistente, ma traccia anche l’evoluzione della sicurezza stradale negli ultimi dieci anni. La Lituania ha registrato il progresso più marcato, riducendo le vittime della strada del 43% dal 2015. Un miglioramento netto che la pone come esempio di trasformazione positiva. Seguono la Lettonia con -37%, la stessa Bulgaria con -36%, la Grecia con -35% e l’Ungheria con -30%.

Non a tutte le latitudini, tuttavia, il cambiamento è stato altrettanto incisivo. In Portogallo la mortalità stradale è diminuita soltanto dell’1% in dieci anni, mentre la Francia ha visto un calo del 6%. Numeri che indicano un rallentamento pericoloso in Paesi pur caratterizzati da flussi turistici massicci e da reti stradali molto frequentate nei mesi estivi.

L’invito che gli esperti rivolgono ai viaggiatori in vista della stagione calda è quello di informarsi in anticipo sulle regole del codice della strada vigenti nei Paesi di destinazione, pianificare con cura i percorsi e mantenere una prudenza ancora maggiore sulle arterie meno conosciute. Standard di sicurezza e qualità dell’infrastruttura possono variare sensibilmente anche tra Stati confinanti, e adattare lo stile di guida alle condizioni locali resta la prima misura di prevenzione.

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