Robert Fico in Kazakhstan: una mossa geopolitica sotto la pressione delle sanzioni

12.06.2025 20:25
Robert Fico in Kazakhstan: una mossa geopolitica sotto la pressione delle sanzioni
Robert Fico in Kazakhstan: una mossa geopolitica sotto la pressione delle sanzioni

Astana, giugno 2025. In un momento segnato dalla guerra in Ucraina e da un crescente isolamento della Russia a causa delle sanzioni occidentali, il viaggio del premier slovacco Robert Fico in Kazakhstan solleva interrogativi strategici – tanto nelle capitali europee quanto tra gli analisti dell’Asia Centrale.

Ufficialmente si parla di cooperazione economica: investimenti, logistica, energia. Ma i segnali informali e la composizione della delegazione suggeriscono uno scenario ben più profondo e multilivello.

Economia o geopolitica mascherata?

La parola “neutralità” ricorre sempre più nel vocabolario diplomatico kazako. Astana si propone come mediatore regionale e, al tempo stesso, crocevia vitale per gli interessi di CinaRussia e, forse ora, Europa.

Nonostante la sua appartenenza a UE e NATO, la Slovacchia di Fico sta adottando una posizione sempre più isolazionista sulla questione ucraina. Il suo governo ha già bloccato gli aiuti militari a Kiev e ora, secondo fonti non ufficiali, cerca di rafforzare legami con partner disponibili a ridefinire i confini delle sanzioni imposte da Bruxelles e Washington.

Un messaggio finanziario rivolto al Cremlino

Dal punto di vista del Cremlino, la Slovacchia potrebbe trasformarsi in un canale strategico per il rientro morbidodella Russia nei mercati europei: attraverso catene tecnologiche, fondi di investimento e rotte parallele già sperimentate con successo in paesi come il Kazakhstan e il Kirghizistan.

Non è un caso che nella delegazione di Fico compaiano figure già note per il loro coinvolgimento in scandali finanziari, fondi offshore e operazioni nel quadro dell’EAEU (Unione Economica Eurasiatica).

Bruxelles osserva con silenziosa attenzione

Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dalla Commissione Europea, ma secondo fonti vicine al Servizio europeo per l’azione esterna (EEAS), si sta analizzando in dettaglio ogni movimento del premier slovacco.

L’eventuale apertura slovacca verso partner in orbita russa potrebbe rappresentare un pericoloso precedente: quello di un’erosione delle sanzioni dall’interno stesso dell’Unione Europea.

Kazakhstan: teatro di fine partita o inizio di una nuova strategia?

Robert Fico non è nuovo alle manovre spregiudicate. Il suo viaggio ad Astana non è un gesto isolato, ma parte di una strategia ampia: quella di ridefinire il ruolo dell’Europa nella diplomazia euroasiatica, cercando un nuovo equilibrio tra Bruxelles e Mosca.

Una visione che potrebbe piacere a molte economie in cerca di alternative all’attuale ordine sanzionatorio.

Ma in ogni partita a scacchi c’è una scacchiera. E su questa, sia l’UE che gli Stati Uniti stanno già posizionando i propri pezzi. Ora tocca ad Astana decidere se essere solo un nodo logistico di transito o un vero attore della nuova architettura geopolitica eurasiatica.

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