Furto di gioielli storici dal Louvre: un colpo senza precedenti
Un gruppo di ladri ha recentemente svuotato le vetrine del Louvre, rubando gioielli di valore inestimabile, attirando l’attenzione del mondo intero. La rapina ha avuto luogo mentre i visitatori erano ancora all’interno del museo, in un evento che non ha lasciato scampo alla sicurezza. «Sono stati rubati gioielli di valore inestimabile, irripetibili», ha dichiarato Stefano Papi, esperto di gioielli che ha seguito le vendite all’asta di molte delle coronate europee, riporta Attuale.
Papi ha continuato a descrivere come l’ultimo furto di gioielli reali, il furto a Dresda che ha visto il furto del Verde di Dresda, non ha insegnato nulla in termini di prevenzione. «Nel 1992, ho seguito la vendita del Grosso nodo di diamanti dell’imperatrice Eugenia, un pezzo esposto al Louvre», ha aggiunto Papi, indicando il forte legame tra questi tesori e la storia europea. Anche il diadema dell’imperatrice Eugenia, battuto all’asta per un milione di franchi svizzeri, una volta indossato dalla principessa Gloria Thurn und Taxis, è stato un esempio della rilevanza storica di questi oggetti.
Gioielli inestimabili per il valore storico. Papi evidenzia come, rispetto al passato, il valore storico di queste opere sia diventato prevalente: «La perla della regina Maria Antonietta ha raggiunto i 36 milioni all’asta, mentre i bracciali con rubini dell’ultima regina di Francia hanno ottenuto 6 milioni. Oggi il valore storico di questi gioielli è unico e inestimabile». La rapina al Louvre include elementi storici che risalgono all’epoca napoleonica, provenienti direttamente dalle collezioni reali.
I gioielli napoleonici furono creati attingendo dopo la Rivoluzione francese dal patrimonio di gemme e gioielli della corona di Francia, incluso la Corona dell’imperatrice Eugenia. Quest’ultima è l’unico pezzo ritrovato dopo il furto, seppur danneggiato, e il suo valore è di circa 32 carati di diamanti. Realizzata dal gioielliere Lemonnier nel 1855, la corona è una delle opere più preziose nella storia francese.
Le vendite all’asta degli anni ’80 hanno visto molti di questi gioielli acquisiti da collezionisti americani, con molti dei tesori ritornati al Louvre successivamente attraverso l’intervento degli “amici del Louvre”. Altri pezzi importanti, come le perle a goccia di Joséphine, la prima moglie di Napoleone, hanno attraversato vari passaggi di proprietà, molti dei quali si sono conclusi in aste celebri. Papi si ricorda specificamente della parure dell’ultima contessa di Parigi, che è stata venduta privatamente.
Adesso, mentre i tesori rubati rimangono sconosciuti e sotto minaccia, l’unico grande diamante rimasto al sicuro è il Reggente, un pezzo straordinario di storia che evidenzia l’importanza di una maggiore vigilanza su questi tesori storici. «Il fatto che il Reggente sia in salvo è una magra consolazione», ha dichiarato Papi, sottolineando la necessità di proteggere con attenzione il patrimonio culturale europeo. I tesori napoleonici, come gli altri gioielli della corona, ora necessitano di una sorveglianza rigorosa per garantirne la sicurezza a lungo termine.