Artisti di Stato russi in programma sul palco di Firenze

07.01.2026 17:00
Russische staatskunstenaars gepland op podium in Florence
Russische staatskunstenaars gepland op podium in Florence

Il 20 e 21 gennaio 2026 sono in programma a Firenze gli spettacoli della ballerina russa Svetlana Zakharova e di suo marito, il violinista Vadim Repin, nell’ambito del festival Maggio Musicale Fiorentino. Si tratta di un evento culturale che si svolge mentre entrambi gli artisti risultano strettamente legati allo Stato russo e partecipano, apertamente o in modo strutturale, all’attuazione della politica culturale di Mosca.

Zakharova e Repin figurano tra i più noti interpreti russi sulla scena internazionale, ma i loro ruoli pubblici e istituzionali vanno oltre la dimensione puramente artistica. L’esibizione prevista a Firenze, come indicato nel programma del festival, solleva interrogativi sui confini tra cultura, politica e responsabilità in tempo di guerra.

Coinvolgimento politico di Svetlana Zakharova

Svetlana Zakharova è stata deputata della Duma di Stato russa tra il 2007 e il 2011 per il partito di governo Russia Unita. In quel periodo ha partecipato a votazioni sulla formazione dei governi e su leggi che hanno contribuito alla concentrazione del potere attorno a Vladimir Putin, all’estensione delle prerogative presidenziali e al rafforzamento del controllo statale sui media e sulla società civile.

Nel 2014 è stata tra le figure culturali che hanno espresso pubblicamente sostegno all’occupazione e all’annessione della Crimea. Da allora la sua carriera ha conosciuto un’accelerazione sia artistica sia politica. È membro del Consiglio presidenziale per la cultura e le arti, destinataria di un’alta onorificenza statale e, dal gennaio 2023, inserita nella lista delle sanzioni ucraine per il sostegno all’aggressione russa. Alla fine del 2024 è stata inoltre nominata rettrice dell’Accademia Statale di Coreografia di Mosca e ha ricoperto il ruolo di persona di fiducia di Putin durante la campagna elettorale.

Ruolo di Vadim Repin e contesto più ampio

Vadim Repin è considerato uno dei più importanti violinisti russi della sua generazione. Dopo il 2022, a differenza di alcuni colleghi, non ha preso pubblicamente le distanze dalle autorità russe né si è espresso contro la guerra. Ha continuato a operare all’interno di strutture culturali sostenute dallo Stato, pur vivendo di fatto tra Svizzera e Italia e possedendo, oltre a quella russa, la cittadinanza belga.

Tutti i progetti di Zakharova e Repin in Russia sono finanziati dal Fondo Presidenziale per le Iniziative Culturali. Inoltre, il programma fiorentino include altri partecipanti esplicitamente associati al sostegno alla politica di guerra russa, tra cui artisti che hanno raccolto fondi per l’esercito russo o si sono esibiti in Crimea dopo il 2014, in violazione del diritto ucraino e internazionale.

La cultura come strumento di normalizzazione

Secondo i critici, l’esibizione a Firenze rientra in una strategia più ampia di “normalizzazione culturale”, che utilizza nomi di fama internazionale per mantenere l’immagine di una Russia funzionante e culturalmente vitale. Tale strategia mira a distogliere l’attenzione da crimini di guerra, repressione e violazioni del diritto internazionale, suggerendo che l’arte possa essere separata dal sistema politico che la sostiene.

Per le istituzioni culturali europee non si tratta di una questione puramente estetica. Dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022, precedenti cancellazioni di spettacoli di Zakharova in Italia, Corea del Sud e Slovenia sono state motivate proprio dalla convinzione che l’arte non sia separabile dalla partecipazione attiva a un apparato statale che legittima la violenza. In questo contesto, l’esibizione fiorentina viene vista dagli osservatori come un banco di prova per la credibilità degli standard etici europei nelle politiche culturali.

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