Samir Hulileh, l’imprenditore palestinese in corsa per governare Gaza dopo il cessate il fuoco

12.08.2025 15:35
Samir Hulileh, l'imprenditore palestinese in corsa per governare Gaza dopo il cessate il fuoco

L’Operazione di Samir Hulileh nella Governance di Gaza

Samir Hulileh potrebbe riscuotere consensi sia da parte di Netanyahu che di Trump, ricevendo inoltre l’avallo della Lega araba. Dietro di lui si muove il controverso lobbysta Ari Ben-Menashe, il quale ha in mente un progetto che menziona, non a caso, l’estrazione dei giacimenti di gas naturale scovati nel 2000 al largo della Striscia. Riporta Attuale.

Ben-Menashe è noto per il suo approccio definito “diplomazia ombra”, il quale crea un alone di mistero attorno a se stesso, quasi come se fosse una spia. Questa ambiguità è funzionale nei confronti di vari leader di paesi autocratici, in particolare nei riguardi di dittatori africani e della giunta militare del Myanmar, i quali cercano i suoi servizi per stabilire contatti con i potenti occidentali, superando così le sanzioni imposte.

Originario dell’Iran da una famiglia di ebrei iracheni, Ben-Menashe vanta un passato nell’intelligence militare israeliana, vivendo attualmente in Canada. Da lì cerca di influenzare governi ancora disposti ad ascoltarlo, operando come lobbysta registrato negli Stati Uniti. Tuttavia, gli americani mantengono una certa diffidenza nei suoi confronti a causa di un suo coinvolgimento nello scandalo Iran-Contra e delle complottistiche teorie che riguardano Jeffrey Epstein, che Ben-Menashe non esita a patrocinare.

Secondo l’organizzazione “Shorim”, chiamata anche Guardiani, Ben-Menashe sarebbe il promotore di un’iniziativa volta a far emergere un imprenditore palestinese dalla burocrazia dell’Autorità palestinese, spingendo per la sua nomina a governatore di Gaza in un periodo post-bellico. Samir Hulileh rappresenterebbe la figura tecnica gradita sia al governo di Benjamin Netanyahu sia alla Casa Bianca.

Economista di formazione e attuale amministratore delegato della più grande società di investimento palestinese, Hulileh ha ricoperto ruoli politici di minor rilievo, poiché Netanyahu lo percepisce come un simbolo dell’Autorità. Il premier israeliano ha dichiarato di non voler cedere il controllo della Striscia al presidente Abu Mazen e alle sue fazioni.

Ben-Menashe ha riferito a “Shorim” che il piano è supportato dalla Lega araba e prevede il dispiegamento di forze americane e arabe nel territorio, con l’obiettivo di ottenere dalla Nazioni Unite garanzie per uno statuto speciale e la creazione di un aeroporto e di un porto in Sinai a disposizione degli egiziani.

Hulileh si è mostrato più cauto, affermando di aver ingaggiato il lobbysta israeliano-canadese e sottolineando che “il primo passo fondamentale è ottenere un cessate il fuoco”, dichiarando di sentirsi più come un manager che come un governatore, dedito ai progetti di ricostruzione, per i quali serviranno almeno 53 miliardi di dollari. Uomo d’affari senza trascorsi militari, è consapevole che il compito più arduo sarà quello di ristabilire l’ordine nei 363 chilometri quadrati di territorio.

Hulileh ha escluso la presenza armata dell’Autorità palestinese, richiedendo il disarmo di Hamas, il che accontenterebbe Netanyahu. Tuttavia, non è chiaro chi garantirà la sicurezza della popolazione stremata dalla guerra e dalle bande armate.

L’analista Gabriel Mitchell ha espresso curiosità riguardo all’emergere della candidatura di Hulileh proprio in questo momento, suggerendo che esistano varie iniziative, anche di natura privata, che tentano di influenzare il futuro di Gaza, con gruppi che si considerano concorrenti.

Il capitale necessario per la ricostruzione rappresenta un forte incentivo per muoversi rapidamente e prendere posizione. Ben-Menashe ha fatto riferimento nel suo progetto allo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale al largo della Striscia, scoperte nel 2000, che non sono mai state sviluppate a causa dei conflitti ciclici e delle divisioni tra Hamas e l’Autorità di Ramallah.

1 Comment

  1. Ma che storia incredibile! Sembra quasi un film di spionaggio, ma purtroppo è la realtà. La geopolitica è un gioco così complicato… Speriamo che alla fine l’interesse per il gas non metta ulteriormente a rischio la vita dei palestinesi.

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