Samuel Bateman condannato a 50 anni per rapimenti e abusi su minori nella setta mormone

18.04.2026 06:55
Samuel Bateman condannato a 50 anni per rapimenti e abusi su minori nella setta mormone

Samuel Bateman condannato a 50 anni per abusi sessuali su minori

Samuel Bateman, autoproclamato “profeta” di un gruppo di mormoni fondamentalisti, è stato condannato nel 2024 a 50 anni di carcere per aver costretto ragazze tra i 9 e i 20 anni a compiere atti sessuali con lui e altri adulti, considerandole sue “spose”. Le violenze commesse da Bateman, rivelate nel documentario Netflix Trust me: il falso profeta, hanno suscitato indignazione e hanno portato alla condanna di altre undici persone coinvolte nella rete di abusi, riporta Attuale.

La vicenda di Bateman è segnata da rapimenti e sfruttamento sessuale delle minorenni, che venivano reclutate a Colorado City, un’area nota per le sue pratiche poligame. Bateman giustificava le sue azioni con una presunta volontà divina, creando un’atmosfera di controllo e paura. Le indagini sono state guidate dai documentaristi Christine Marie e Tolga Katas, che hanno documentato gli abusi e hanno denunciato il caso nel 2022.

Nel contesto di questa rete di violenze, le testimonianze delle vittime e dei familiari hanno rivelato la profonda manipolazione e sfruttamento psicologico esercitato da Bateman. La sua figura di autorità all’interno della comunità fondamentalista ha alimentato una dinamica di sottomissione, dove molte donne continuavano a vederlo come un profeta nonostante le gravi accuse.

Il contesto dei mormoni fondamentalisti

I membri della Chiesa fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, noti come FLDS, hanno origine da una scissione con la Chiesa mormone principale, avvenuta nel 1980, quando la poligamia fu ufficialmente abbandonata. I fondamentalisti continuano a praticare matrimoni pluralistici in una piccola comunità situata tra l’Arizona e lo Utah.

Bateman si proclamava seguace e erede di Warren Jeffs, un altro noto profeta fondamentalista, e ha attirato a sé famiglie in difficoltà, promettendo loro salvezza in cambio di sottomissione. Con il passare del tempo, la sua influenza è cresciuta, portandolo a formare il proprio movimento, i Samueliti, che si è distinto per ulteriore isolamento dalla comunità principale.

Le confessioni e i processi

Le indagini si sono intensificate nel 2021, quando Bateman, in presenza dei documentaristi, ha rivelato dettagli sui suoi atti sessuali forzati e su come gestisse le sue “mogli”. Ciò ha portato a un rapporto all’autorità, ma le prove iniziali non erano sufficienti. Tuttavia, grazie al continuo monitoraggio delle vittime e alla collaborazione di alcuni membri della comunità, le prove di crimini interstatali sono emerse, portando all’arresto definitivo di Bateman nel 2022.

Le operazioni di salvataggio delle minorenni rapite hanno concluso con il trasferimento di molte giovani in case protette, dove hanno cominciato a raccontare le atrocità subite. La confessione di uno dei suoi seguaci ha contribuito a stabilire un quadro giuridico più chiaro, risultando determinante per il processo che ha condannato Bateman a 50 anni di reclusione.

Nel frattempo, nonostante le condanne, una parte delle donne coinvolte continua a considerare Bateman un “profeta”, evidenziando la complessità e la resistenza culturale di questa comunità nell’affrontare le sue dinamiche abusive.

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