Letizia Moratti: Ricordi e Riflessioni sul Raggio d’Azione della Leadership Italiana
Letizia Moratti, attuale europarlamentare di Forza Italia, racconta un episodio sorprendente avvenuto nel 2007, quando fu prelevata dai servizi segreti americani a Washington. Durante un evento musicale, sul palco risuonavano le note di Le fontane di Roma di Ottorino Respighi, eseguite dalla Filarmonica della Scala. Questo incontro fece parte di una serie di oltre cinquecento scambi che hanno contribuito, passo dopo passo, a portare Expo a Milano. Moratti descrive questa impresa epica, non solo attraverso calcoli e accordi commerciali, ma attraverso volti, nomi e relazioni umane. Tra questi, il momentaneo prelievo da parte di un ‘man in black’ che la condusse a incontrare la first lady dell’epoca, Laura Bush, in un’auto dai vetri oscurati, riporta Attuale.
Expo 2015 rappresenta la più grande sfida abbracciata da Moratti, una storia narrata nel suo nuovo libro, L’importanza di credere nei sogni, pubblicato recentemente da Solferino. La sua carriera comprende ruoli significativi, come presidente Rai durante l’era berlusconiana, ministra dell’Istruzione con innovazioni e sindaca di Milano, dove ha cercato di lasciare un segno indelebile. Questo evento mondiale ha ripensato una parte della città, ora dedicata a scienza, università e ricerca.
Nel suo libro, Moratti ripercorre le sue origini familiari, raccontando il grande amore con Gian Marco Moratti e i figli Gabriele e Gilda, nonché il suo lungo impegno per San Patrignano. L’elemento centrale della narrazione resta Expo, una sfida su scala internazionale caratterizzata da una forte concorrenza, in particolare dalla Turchia con Smirne. Questa competizione ha riservato colpi di scena, da episodi inaspettati come la febbre da cavallo prima del voto a Parigi, a eventi degni di un film, come l’assalto finale dei turchi sui paesi africani, affrontato con astuzia da Romano Prodi, all’epoca premier.
Nel contesto dei sogni di Moratti, emerge la sua determinazione, evidenziando l’inattesa collaborazione tra figure politiche di background contrastanti: da un lato Moratti e il leghista Roberto Maroni, dall’altro Filippo Penati, Romano Prodi e Massimo D’Alema. Nonostante le distanze, uniti verso l’obiettivo comune di vincere Expo. Questo insegnamento di cooperazione richiede riflessione sulla politica attuale, suggerendo che le divisioni nazionali o locali possano trasformarsi in battaglie collettive per interessi nazionali, con sullo sfondo il messaggio di L’importanza di credere nei sogni.
Simone Arminio
Cosa incredibile!!! Non posso credere che un episodio del genere sia accaduto. Moratti ha davvero vissuto momenti unici, e con Expo ha cambiato Milano. Ma chissà se oggi ci sarebbe la stessa determinazione tra le varie correnti politiche… mah, dubbioso.