MILANO – La scelta di arricchire i suoni del Festival di Sanremo ha portato Carlo Conti a una dieta ipercalorica influenzata dal primo ascolto delle canzoni in gara all’Ariston dal 24 al 28 febbraio. Quest’edizione si è caratterizzata per la sua ricerca di prelibatezze e junk food, con una playlist pensata dallo stesso conduttore, riporta Attuale.
Tommaso Paradiso / I ROMANTICI
Scritto da Paradiso con Davide Petrella e Davide Simonetta, il brano si piazza tra i favoriti grazie a una melodia che gioca su piano e atmosfere elettroniche, raccontando le fragilità di un sognatore legato ai traumi infantili: “Io non farò come ha fatto mio padre, gelido, non so come si fa, ti darò sempre un bacio prima di partire”.
Malika Ayane / ANIMALI NOTTURNI
Con la collaborazione di sei autori, tra cui Edwyn Roberts e la coppia Merk & Kremont, il brano evoca scenari di giungla e ballo. “Lo vedi io e te / La strada è una giungla / Puntiamo alla luna come animali notturni”. L’atmosfera è permeata da ampie influenze americane e una forte voglia di muoversi.
Sayf / TU MI PIACI TANTO
“Ho fatto una canzonetta…” afferma Adam Viacava, alias Sayf, che affronta tematiche attuali come le alluvioni in Emilia-Romagna e Liguria, mentre menziona anche personaggi come Cannavaro e Berlusconi. Il pezzo, pur assente di originalità, riesce a centrare l’attenzione.
Patty Pravo / OPERA
Giovanni Caccamo ha creato per Patty Pravo una canzone solenne, evocativa, dove l’artista si definisce “Musa, colore tagliente e poi Opera”, sottolineando il dualismo tra santi e peccatori, naviganti e sognatori. La sua interpretazione sarà cruciale per emozionare il pubblico di Sanremo.
Luchè / LABIRINTO
In “Labirinto”, Luca, il vero nome del rapper, esplora il mondo dei sentimenti perduti. La musica, nonostante l’uso di elettronica e autotune, esprime il dramma di una storia di amore in cui lei “bella come una bugia” si allontana, lasciando solo ricordi.
Mara Sattei / LE COSE CHE NON SAI DI ME
Il brano di Mara, pur ricco di emozioni legate ai “sogni giganti”, è percepito come una scelta debole, nonostante la presenza di Davide Mattei, noto come Thasup, tra gli autori. “La voce tua nei giorni tristi guarisce il mio disordine”, suggerendo la necessità di ulteriori dialoghi nella relazione.
Francesco Renga / IL MEGLIO DI ME
Questa ballata, firmata da sei autori, riesce a toccare le corde giuste, ma manca di slancio per decollare. I temi affrontati, come “pugni in tasca” e “muri nella testa”, rievocano una sensibilità ormai passata.
Ditonellapiaga / CHE FASTIDIO!
Il pezzo di Ditonellapiaga è un divertissement dalla forte impronta elettrodance anni Ottanta, commentando con ironia la società: “La moda di Milano (che fastidio!) / lo snob romano (che fastidio!) / il sogno americano (che fastidio!)”. La freschezza del testo invita a ballare.
Leo Gassmann / NATURALE
In “Naturale”, Leo Gassmann tenta di emulare Blanco, ma il suo brano fatica ad emergere, un po’ come un gioco senza risultati. “Ma non vale se ora mi guardi / con quegli occhi lucidi e mi macchi / la felpa con il nero dell’eyliner”, una metafora sulla fragilità dei sentimenti.
Sal Da Vinci / PER SEMPRE SÌ
Questo brano, creato da quattordici mani, naviga nel genere pop più tradizionale, suscitando reazioni miste. Con frasi come “Saremo io e te / da qui / sarà per sempre”, si propone come un pezzo potenzialmente virale.
Levante / SEI TU
Levante torna a Sanremo con una ballata che mette a nudo le proprie emozioni, cantando “Ah potessi vederti coi miei occhi, lacrimeresti tutto il mio stupore”. La sua esibizione promette di rivelare la sua vulnerabilità.
Tredici Pietro / UOMO CHE CADE
Il figlio del celebre Gianni nazionale presenta un brano che potrebbe sorprendere per la sua melodia accattivante, lasciando un segno nell’aria.
Enrico Nigiotti / OGNI VOLTA CHE NON SO VOLARE
Con un inizio lento, il brano di Enrico riflette sul tempo che scivola via, ringraziando “a chi mi salva ogni volta che tocco il fondo”, toccando il cuore degli ascoltatori.
Samurai Jay / OSSESSIONE
Mix di generi e influenze caraibiche, il pezzo di Samurai rischia di non convincere, descrivendo l’amore come una “malattia”, mentre il ritmo riflette una sfida all’originalità.
Serena Brancale / QUI CON ME
Una ballad dedicata alla madre, con un’intensità emotiva paragonabile a quella di grandi voci come Whitney o Giorgia. “Scalerei la terra e il cielo / per averti ancora qui con me” esprime un profondo senso di perdita.
Arisa / MAGICA FAVOLA
Il nuovo brano di Arisa, scritto con Giuseppe Anastasi, racconta una fiaba, pur risultando un po’ troppo simile a una favola disneyana. La performance è, comunque, affascinante.
Nayt / PRIMA CHE
Il brano di Nayt si distingue per una narrazione intensa, ma non riesce a convincere pienamente, lasciando un dubbio sulla sua efficacia.
Dargen D’Amico / AI AI
Dargen presenta un brano pieno di energia, affrontando con umorismo e intelligenza i temi contemporanei legati all’intelligenza artificiale: “La festa vola come Nureyev”.
Raf / ORA E SEMPRE
Una ballata intima firmata da Raf e il figlio Samuele, che, sebbene intensa, risulta un po’ tradizionale rispetto ai brani in competizione.
LDA + Aka 7even / POESIE CLANDESTINE
Il pezzo unisce autotune e reggaeton, ma con testi che risultano più ordinari: “D’amore si muore soltanto con te”, sollevando la domanda sulla necessità di brani di questo tipo.
Bambole di Pezza / RESTA CON ME
Con otto autori, il brano propone una riflessione sulle relazioni e la pressione sociale: “Mi hanno guardato male”, una ballad dal potenziale maggiore nel vivo della performance.
Fulminacci / STUPIDA SFORTUNA
Con influenze anni Ottanta, “Stupida sfortuna” si fa notare per la sua costruzione sol
Che scelta strana quella di Conti con questa dieta ipercalorica, sembra quasi una burla! Ma se le canzoni portano a questo tipo di “coccole” gastronomiche, che ci posso fare… Mi chiedo come ci si senta a cantare dopo aver mangiato junk food! La musica, però, sembra promettere bene!