Alberto Trentini e Mario Burlò liberati in Venezuela
Alberto Trentini è arrivato all’ambasciata d’Italia a Caracas, nella notte fonda, insieme a Mario Burlò, l’altro italiano finalmente liberato dal governo venezuelano, riporta Attuale.
Entrambi i cittadini italiani sono apparsi visibilmente emozionati. Trentini ha immediatamente chiesto di chiamare sua madre al telefono e si è isolato in una stanza per avere una conversazione privata con la fidanzata. La gioia di rivedere i propri cari era palpabile, con sorrisi e lunghe chiamate. Dopo aver trascorso un periodo di detenzione in Venezuela, ora desidera solo avvicinarsi alla sua famiglia.
Trentini ha dichiarato di non essere stato maltrattato durante la sua detenzione, affermando che non è stato incappucciato durante gli spostamenti, come accade frequentemente ad altri prigionieri. Questo momento di libertà rappresenta un ritorno alla vita normale. La moglie del capo missione ha invitato Trentini e Burlò ad uscire in giardino per fumare una sigaretta, una piccola ma simbolica libertà che hanno accolto con felicità. Dopo aver trascorso alcuni istanti all’aperto, entrambi si sono ritirati per riposare, esausti ma sollevati.
L’ambasciatore d’Italia in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, ha sottolineato che la liberazione è il risultato di una sinergia fra tutte le istituzioni, non solo attraverso mezzi diplomatici, ma anche con una forte pressione politica. Ha ricordato la sua ultima visita in carcere il 27 novembre, quando Trentini stava bene, ma non aveva informazioni sui cambiamenti in corso nel paese dal 3 febbraio. Quando gli è stato chiesto se i due sarebbero tornati immediatamente a casa, l’ambasciatore ha risposto che si sta attendendo un volo di Stato, disposto dalla Presidenza del Consiglio.