Sarah Mullally, prima donna arcivescovo di Canterbury dopo 500 anni di storia della Chiesa anglicana

03.10.2025 22:05
Sarah Mullally, prima donna arcivescovo di Canterbury dopo 500 anni di storia della Chiesa anglicana

Sarah Mullally, prima donna arcivescovo di Canterbury dopo 500 anni di storia

Dallo scorso 3 ottobre 2025, per la prima volta nella storia della Chiesa Anglicana, una donna è stata nominata arcivescovo di Canterbury. Sarah Mullally, 63 anni, ha preso il posto di Justin Welby, dimessosi per aver coperto gravi abusi sessuali. Questo segna un momento storico, poiché la guida spirituale degli anglicani non era mai stata ricoperta da una donna in 1.400 anni di storia, sin dall’arrivo di Sant’Agostino nel Kent, riporta Attuale.

La nomina di Mullally è stata accolta con sorpresa. Durante l’annuncio, l’arcivescovo ha espresso gratitudine alle donne precedenti che l’hanno ispirata. Con un passato da infermiera di successo, Mullally si è distinta nella professione, diventando nel 1999 a soli 37 anni la responsabile di tutti i servizi infermieristici d’Inghilterra. Ha ricevuto onorificenze e, nel 2002, ha deciso di diventare sacerdote, proseguendo la sua carriera ecclesiastica fino a diventare vescovo di Londra nel 2018.

La sua ascesa si inserisce in un contesto in cui le donne sono state ammesse al sacerdozio solo negli anni Novanta, mentre la prima donna vescovo è stata nominata nel 2011. Il compito di Mullally si presenta già difficile, dovendo affrontare una società inglese di stragrande maggioranza post-cristiana, in cui i non credenti sono predominanti.

Nonostante la Chiesa anglicana sia religione di Stato, si discute della sua attualità e dell’eventualità di un disconoscimento del legame con le istituzioni. Inoltre, Mullally dovrà navigare le sue relazioni con un futuro re, William, noto per le sue posizioni scettiche nei confronti della religione.

Considerata una moderata, Mullally ha già espresso il suo supporto per la benedizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, una posizione che potrebbe non essere condivisa da tutti i membri dell’ampia comunità anglicana, che include congregazioni conservatrici in America e Africa. Critiche a questa nomina sono già arrivate da settori più conservatori, e Mullally sarà chiamata a esercitare le sue doti di mediazione.

Inoltre, la nuova arcivescovo si è già distinta come una delle voci più forti contro il suicidio assistito, attualmente in discussione alla Camera dei Lord, dove l’arcivescovo ha la possibilità di esprimere il suo voto contrario. La sua posizione sulla politica potrebbe complicare ulteriormente il suo nuovo ruolo, dopo aver già espresso disaccordo su altre questioni politiche, come il Piano Ruanda per la deportazione degli immigrati.

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